Friday 30 January, 2026
HomeAccadde oggi30 gennaio 1969: L’ultimo respiro dei Beatles sul tetto di Londra

Il 30 gennaio non è solo una data sul calendario; per la storia della musica, è il giorno in cui il mondo si è fermato a guardare verso l’alto. Cinquantasette anni fa, in una Londra grigia e gelida, i Beatles salivano sul tetto del numero 3 di Savile Row per quello che sarebbe diventato il concerto più iconico della storia del rock.

Un palco improvvisato tra i camini

Non c’erano biglietti, non c’era pubblicità, e non c’era un palco reale. C’erano solo quattro musicisti che non suonavano dal vivo dal 1966, stanchi delle tensioni in studio e desiderosi di ritrovare quell’alchimia che li aveva resi leggendari.

L’idea fu quasi un caso: dopo aver scartato l’ipotesi di un concerto in un anfiteatro romano in Tunisia o su una nave da crociera, il gruppo decise semplicemente di salire le scale della loro sede, la Apple Corps.

I momenti indimenticabili

Per 42 minuti, i passanti e gli impiegati degli uffici vicini assistettero a qualcosa di irreale. Tra i momenti salienti:

  • Il freddo pungente: Ringo Starr indossava l’impermeabile rosso di sua moglie Maureen, e John Lennon una pelliccia scura prestata da Yoko Ono.
  • La scaletta: Suonarono diverse versioni di Get Back, Don’t Let Me Down, I’ve Got a Feeling, One After 909 e Dig a Pony.
  • L’intervento della polizia: Le forze dell’ordine arrivarono per interrompere il “disturbo della quiete pubblica”, rendendo il finale ancora più ribelle e cinematografico.

“Spero che abbiamo superato l’audizione”

Mentre la polizia staccava le spine degli amplificatori, John Lennon si congedò con una delle battute più celebri del secolo:

“Vorrei ringraziarvi a nome del gruppo e di noi stessi, e spero che abbiamo superato l’audizione.”

Quella non era solo la fine di un concerto, ma l’inizio della fine di un’era. Pochi mesi dopo, i Beatles si sarebbero sciolti per sempre, lasciando quel live sul tetto come il loro testamento definitivo: grezzo, potente e incredibilmente umano.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.