Wednesday 23 September, 2026
HomeAccadde oggi23 settembre per le lingue dei segni, una giornata per diritti e inclusione

Il 23 settembre si celebra la Giornata internazionale delle lingue dei segni. Nel mondo ne esistono più di 200: hanno grammatica, lessico e strutture proprie e rappresentano per le comunità sorde uno strumento fondamentale di comunicazione e identità

Il 23 settembre si celebra la Giornata internazionale delle lingue dei segni, istituita dalle Nazioni Unite nel 2017 per richiamare l’attenzione sull’importanza dell’accesso alle lingue dei segni e sui diritti delle persone sorde. La data ricorda la fondazione, nel 1951, della World Federation of the Deaf, la Federazione mondiale dei sordi.

Nel 2026 la giornata ha come tema “Declaring Deaf People’s Human Rights”, dedicato al riconoscimento dei diritti umani delle persone sorde e, in particolare, alla piena possibilità di accedere alla vita sociale, all’istruzione, ai servizi e all’informazione attraverso le lingue dei segni nazionali.

Ma parlare di “lingua dei segni” al singolare può essere fuorviante. Nel mondo, infatti, ne esistono più di 200, sviluppatesi all’interno di comunità e contesti linguistici differenti. La World Federation of the Deaf sottolinea che non esiste una lingua dei segni universale: proprio come accade per le lingue parlate, anche quelle segnate sono diverse da Paese a Paese e, in alcuni casi, anche da una regione all’altra.

Come funziona una lingua dei segni

Una lingua dei segni non è una sequenza di gesti utilizzati per “tradurre” le parole pronunciate. È una lingua naturale a tutti gli effetti, con un proprio lessico e una propria grammatica, strutturalmente distinta dalle lingue vocali.

La differenza principale riguarda il canale attraverso cui avviene la comunicazione: invece di utilizzare prevalentemente suoni e voce, le lingue dei segni sfruttano lo spazio visivo. Le informazioni vengono costruite attraverso diversi elementi che lavorano insieme, tra cui la configurazione e il movimento delle mani, il punto dello spazio in cui il segno viene prodotto, l’orientamento della mano e anche componenti non manuali, come l’espressione del viso e i movimenti del corpo.

Questo significa che anche il modo in cui un segno viene eseguito può contribuire al suo significato. Non si tratta quindi di accompagnare ogni parola italiana con un gesto corrispondente, ma di utilizzare una struttura linguistica autonoma.

Per questo una frase in LIS, per esempio, non deve necessariamente seguire lo stesso ordine delle parole di una frase italiana. La lingua organizza le informazioni secondo regole proprie, esattamente come fanno le lingue vocali.

LIS, ASL e le altre lingue

La Lingua dei Segni Italiana (LIS) è la lingua dei segni utilizzata dalla comunità sorda italiana. Non è quindi la versione “gestuale” dell’italiano, così come la American Sign Language (ASL) non è semplicemente l’inglese tradotto con le mani.

La differenza tra le varie lingue dei segni può essere significativa. Una persona che conosce la LIS non comprende automaticamente l’ASL o la lingua dei segni francese, proprio come conoscere l’italiano non permette di comprendere automaticamente il tedesco o il giapponese.

Esiste anche una forma di comunicazione chiamata International Sign, utilizzata soprattutto in contesti internazionali, negli incontri tra persone sorde provenienti da Paesi diversi e durante alcuni eventi. L’ONU la descrive come una forma di comunicazione con caratteristiche differenti dalle lingue dei segni naturali nazionali e con un repertorio più limitato.

Una lingua, ma anche identità e diritti

Le lingue dei segni non sono soltanto strumenti per superare una difficoltà comunicativa. Per le comunità sorde rappresentano anche una componente della propria identità e della propria cultura. La World Federation of the Deaf sottolinea come lingua e cultura siano strettamente legate e come l’accesso precoce a una lingua dei segni sia importante per lo sviluppo linguistico, cognitivo e sociale dei bambini sordi.

Anche la legislazione italiana ha riconosciuto questo valore. Con la legge 69 del 2021 la Repubblica riconosce, promuove e tutela la Lingua dei Segni Italiana e la Lingua dei Segni Italiana Tattile (LIST), riconoscendo inoltre le figure professionali degli interpreti LIS e LIST. La stessa norma prevede iniziative per favorire i servizi di interpretariato e la sottotitolazione.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.