Sunday 1 November, 2026
Home › Attualità › Staffolo, don Luigi Ciotti alla Giornata della Memoria: «Non basta commuoversi, occorre muoversi»

Al Teatro Cotini la quinta edizione dell’appuntamento regionale dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi. Le testimonianze di Bruno D’Alfonso e Francesco Mongiovì, già nella scorta di Falcone, e il confronto con gli studenti sui valori della Costituzione

«Non basta commuoversi, occorre muoversi». È il messaggio che don Luigi Ciotti ha affidato al pubblico del Teatro Cotini di Staffolo, dove sabato 31 ottobre si è svolta la quinta Giornata della Memoria della Regione Marche per le vittime del terrorismo, delle stragi e del dovere, insieme alla quindicesima edizione della giornata dedicata all’appuntato Domenico Ricci, il carabiniere originario di Staffolo ucciso nell’agguato di via Fani del 16 marzo 1978, durante il rapimento di Aldo Moro.

Una mattinata partecipata, che ha riunito studenti, cittadini, rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine attorno ai temi della legalità, della giustizia e della responsabilità civile. Al centro, il valore della memoria come strumento per comprendere il presente e costruire una cultura democratica fondata sui principi costituzionali.

Fondatore del Gruppo Abele e di Libera, don Ciotti ha invitato a non limitare il ricordo a un momento commemorativo, ma a trasformarlo in un impegno concreto. «La memoria non si mette in un museo, ma diventa una bussola che ci indica la strada», ha affermato, richiamando anche il rischio della delega: «Una delle malattie più terribili è la delega, pensare che tocchi sempre agli altri fare». Un invito rivolto soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a riconoscere il proprio ruolo nella difesa dei diritti, della libertà e della dignità delle persone. Nel suo intervento ha inoltre definito la Costituzione «il primo vero testo antimafia», sottolineando la centralità della scuola nell’educazione alla legalità e alla partecipazione democratica.

Le testimonianze di chi ha vissuto la violenza terroristica e mafiosa

La giornata ha dato spazio anche a testimonianze dirette, capaci di riportare al centro le storie personali che si intrecciano con le pagine più dolorose della storia italiana. Bruno D’Alfonso, giornalista, già appartenente all’Arma dei Carabinieri e figlio dell’appuntato Giovanni D’Alfonso, ucciso dalle Brigate Rosse, ha ripercorso il dolore della perdita del padre e il lungo percorso di ricerca della verità. Un racconto rivolto in particolare ai ragazzi, perché la conoscenza di quanto accaduto possa diventare consapevolezza. «Non c’è futuro senza memoria», ha ricordato, rendendo omaggio anche agli appartenenti alle forze dell’ordine, definiti «eroi del quotidiano» e custodi della libertà dei cittadini.

Di particolare intensità anche l’intervento di Francesco Mongiovì, già componente della scorta di Giovanni Falcone e della Squadra Catturandi di Palermo. Attraverso il ricordo degli anni trascorsi accanto al magistrato, ha raccontato il clima di tensione, il senso del dovere e il rischio quotidiano vissuti da chi era impegnato nella lotta a Cosa Nostra. «Per me il 23 maggio è ogni mattina», ha dichiarato, richiamando la strage di Capaci. «L’obiettivo vero della mafia era lui, noi di conseguenza perché eravamo la sua scorta». Nel suo racconto è emerso anche il profilo umano e professionale di Falcone, ricordato per il rigore morale e il rifiuto di ogni forma di favoritismo.

Gli studenti protagonisti del confronto

La tavola rotonda, moderata da Cristina Corsini, editrice di Jesi e la sua Valle e QdM Notizie, ha coinvolto direttamente gli studenti, che hanno avuto modo di dialogare con i relatori e approfondire i temi affrontati durante la mattinata. Un passaggio centrale dell’iniziativa, pensata per trasmettere alle nuove generazioni il significato della memoria e il valore delle istituzioni democratiche.

Nel corso dell’incontro si è svolta anche la consegna del Premio “Domenico Ricci Democrazia e Legalità”. Ai ragazzi è stata inoltre donata una copia della Costituzione illustrata, per avvicinarli ai principi e ai diritti che regolano la vita della comunità.

La manifestazione, dedicata al tema “Sicurezza, Giustizia, Legalità. L’Umanità della via Costituzionale”, è stata promossa dai Comuni di Staffolo e San Paolo di Jesi, dall’Associazione Domenico Ricci per la memoria dei Caduti di via Fani e dalla sezione locale dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Ai saluti istituzionali hanno preso parte il sindaco di Staffolo Sauro Ragni, la viceprefetta Rachele Grandolfo, il consigliere provinciale Pieramelio Brandelli e il sindaco di San Paolo di Jesi Pompilio Ceci. Presenti anche i rappresentanti del mondo scolastico: Luca Serafini del Liceo Artistico di Jesi, la professoressa Francesca Bartelucci e la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Don Costantini – Luigi Bartolini, Michela Minnoni.

Nel suo intervento, il sindaco Ragni ha ricordato il sacrificio di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta, tra cui il concittadino Domenico Ricci, sottolineando il significato dell’iniziativa per la comunità. «Questa giornata è un’occasione per riscoprire i valori della Costituzione e lo spirito di servizio di quanti hanno sacrificato la propria vita per difendere le istituzioni democratiche», ha affermato. Il primo cittadino ha inoltre richiamato il riconoscimento attribuito a Staffolo dalla Regione Marche con la legge del 2022 e l’importanza di coinvolgere le scuole: «È lì che si costruiscono le basi dei valori delle persone».

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.