Dalle cooperative aderenti a Confcooperative Marche, Dorica Trasporti e CO.TR.I.M. un appello per interventi immediati sui costi del carburante. Tra le priorità anche regole certe per la filiera, controlli sui vettori esteri, incentivi per gli autisti e investimenti nel rinnovo dei mezzi.
Il caro gasolio, la concorrenza sleale, la difficoltà di trovare nuovi autisti e la necessità di rinnovare il parco veicolare. Sono le principali criticità che stanno mettendo sotto pressione il settore dell’autotrasporto, un comparto strategico per l’economia delle Marche e per la competitività delle imprese. Dagli operatori arriva una richiesta precisa: servono interventi immediati, ma soprattutto regole certe e uguali per tutti, capaci di garantire la sostenibilità economica delle aziende e la legalità lungo l’intera filiera.
A lanciare l’allarme è Nico Romagnoli, della Cooperativa Dorica Trasporti, che richiama l’attenzione sulle conseguenze dell’aumento dei costi del carburante, una delle principali voci di spesa per le imprese di trasporto: “l’impennata dei costi del gasolio sta mettendo in ginocchio la categoria, erodendo i margini di guadagno e rendendo insostenibile l’attività quotidiana. Gli autotrasportatori chiedono interventi immediati, come la sterilizzazione delle accise e sostegni concreti per compensare i rincari, altrimenti si rischia il blocco dei servizi di trasporto e conseguenti interruzioni nella catena di fornitura”.
Il nodo centrale riguarda soprattutto la possibilità di recuperare tempestivamente i maggiori costi sostenuti. Per le imprese, infatti, il carburante deve essere pagato immediatamente, mentre gli eventuali benefici fiscali arrivano soltanto in un secondo momento. Una situazione che rischia di compromettere la liquidità aziendale, soprattutto nelle realtà di piccole e medie dimensioni.
“Nel concreto, l’autotrasporto chiede che le norme esistenti e le clausole contrattuali diventino legge e siano applicate obbligatoriamente da tutte le aziende, in particolare per quanto riguarda il pagamento diretto in fattura del rincaro del gasolio. Le ritenute d’acconto o i crediti fiscali non servono, il trasporto il gasolio lo paga subito”, sottolinea Romagnoli.
Ma non c’è soltanto il caro carburante. Tra le questioni più urgenti emerge anche quella della legalità e della concorrenza nel mercato dei trasporti. Un tema che riguarda il rispetto delle condizioni commerciali, la trasparenza nei rapporti tra committenti e vettori e la necessità di rafforzare i controlli lungo tutta la catena degli affidamenti.
“È fondamentale che tutti gli operatori del settore lavorino nel rispetto delle stesse regole e delle medesime condizioni commerciali”, evidenzia Bruno Pennesi, presidente della CO.TR.I.M.di Jesi – “Occorre rafforzare il controllo della filiera, limitando il ricorso alla subvezione e verificando con attenzione l’attività dei vettori esteri che operano in regime di cabotaggio, affinché vengano rispettati i limiti previsti dalla normativa. La concorrenza deve essere leale e le regole devono valere per tutti”.
La carenza di autisti aggrava le condizioni del settore.
Un altro problema strutturale riguarda il ricambio generazionale e la crescente difficoltà nel reperire conducenti professionali.
La carenza di autisti rischia di diventare uno dei principali ostacoli alla crescita del settore, rendendo necessario un intervento capace di migliorare le condizioni economiche e l’attrattività della professione.
“Per gli autisti servono forti misure di detassazione e decontribuzione, accompagnate da contributi pubblici e investimenti delle imprese, per aumentare concretamente le retribuzioni. Dobbiamo creare le condizioni affinché questo lavoro torni a essere attrattivo, soprattutto per i giovani”, prosegue Pennesi.
Accanto al tema del lavoro resta centrale quello dei rapporti economici con la committenza. Gli operatori chiedono che venga garantita l’applicazione effettiva del “fuel surcharge”, il meccanismo di adeguamento delle tariffe di trasporto in funzione dell’andamento del prezzo del carburante, evitando che gli aumenti ricadano esclusivamente sulle imprese di autotrasporto.
“Servono norme che obblighino i committenti a rispettare i meccanismi di adeguamento dei costi del carburante. Non possiamo continuare a chiedere alle imprese di assorbire rincari che non dipendono dalla loro attività”, aggiunge il rappresentante del settore.
Infine, la necessità di un piano di investimenti per il rinnovo del parco veicolare, indispensabile per migliorare l’efficienza dei trasporti, ridurre l’impatto ambientale e sostenere la competitività delle aziende.
“Occorrono investimenti importanti per favorire il rinnovo dei mezzi. Il settore deve modernizzarsi e chi non rispetta gli standard previsti deve essere escluso dal mercato. Non possiamo pensare a un autotrasporto competitivo senza innovazione, sicurezza e regole uguali per tutti”, conclude Pennesi.
Per le Marche, regione caratterizzata da un sistema produttivo diffuso e da una forte presenza di piccole e medie imprese, la tenuta dell’autotrasporto rappresenta una questione economica di primo piano. Dalla manifattura all’agroalimentare, dalla logistica alla distribuzione commerciale, il trasporto su strada costituisce un collegamento essenziale tra produzione e mercati.
La richiesta che arriva dal comparto non è quindi soltanto quella di ottenere sostegni contro il caro gasolio, ma di avviare una riforma capace di affrontare le criticità strutturali del settore: regole commerciali vincolanti, controlli efficaci, maggiore tutela del lavoro e investimenti per l’ammodernamento delle flotte.
Perché la competitività dell’economia regionale passa anche dalla capacità di garantire un sistema di trasporto efficiente, moderno ed economicamente sostenibile


