La preparazione alle festività natalizie a Jesi è diventata teatro di una vivace polemica mediatica e politica. Al centro dell’attenzione c’è Via Garibaldi, una delle vie storiche del commercio cittadino, che rischia di rimanere al buio durante il periodo delle feste. La vicenda ha valicato i confini locali fino a conquistare uno spazio nei notiziari e testate nazionali
Tradizionalmente, l’installazione delle luminarie natalizie nei quartieri delle città si basa sull’autofinanziamento e sulla collaborazione economica dei commercianti di zona. In Via Garibaldi, tuttavia, il tessuto commerciale e demografico ha subito trasformazioni profonde negli ultimi anni.
Molte botteghe storiche hanno chiuso i battenti o ceduto il passo a nuove attività aperte da cittadini di origine straniera (minimarket, bazar, macellerie etniche e kebab).
La protesta è montata quando i pochi commercianti italiani storici rimasti nella via hanno provato a promuovere la consueta colletta per le luci di Natale:
Mancanza di adesione: Le nuove attività commerciali, per ragioni culturali o di priorità di gestione, non hanno ritenuto di contribuire finanziariamente all’iniziativa.
I costi insostenibili: Con soli sette esercenti disposti a pagare, la spesa pro capite per coprire l’intera via è diventata proibitiva.
La decisione di rinunciare: La via è rimasta così esclusa dal piano delle luminarie festive.
L’amaro sfogo di una commerciante storica della zona, lanciato dai quotidiani nazionali e dalla televisione (con un servizio dedicato del TG4 intitolato “Bazar, kebab, macellerie etniche, a Jesi niente luminarie”), ha trasformato una questione di addobbi di quartiere in un vero e proprio caso d’attualità.
La vicenda ha spaccato l’opinione pubblica tra chi vede la situazione come il sintomo di una progressiva perdita delle tradizioni e dell’identità locale e chi, invece, sottolinea le normali dinamiche di trasformazione economica e socioculturale delle città moderne.
Gli esercenti rimasti esclusi dall’illuminazione si sono rivolti all’amministrazione comunale, chiedendo un intervento diretto o un sostegno economico straordinario affinché Via Garibaldi non resti al buio, evitando così un’ulteriore penalizzazione delle attività storiche nel periodo più importante dell’anno per le vendite.
(nella foto la luminaria che verrà accesa all’interno dell’aiuola)

