Monday 5 October, 2026
Home › Attualità › Dal Parco Zoo Falconara ai cieli della Sardegna: il grifone Sky torna libero in natura

FALCONARA – Dalla nascita in un giardino zoologico delle Marche al volo libero nei cieli della Sardegna. È la storia di Sky, giovane avvoltoio grifone nato al Parco Zoo Falconara, che nei giorni scorsi è stato reintrodotto in natura nell’ambito del progetto europeo LIFE Safe for Vultures, dedicato alla salvaguardia e al ripopolamento di una delle specie più minacciate del territorio italiano.

Il momento del rilascio è avvenuto a Villasalto, nel Sud Sardegna, dove Sky ha lasciato la voliera di ambientamento allestita nel cantiere boschivo di Monte Genis. Dopo circa un’ora di attesa, il grande rapace ha aperto le ali e ha preso il volo insieme ad altri 15 esemplari provenienti da Spagna e Repubblica Ceca.

Un traguardo simbolico e concreto allo stesso tempo: Sky è infatti l’unico avvoltoio del gruppo nato in Italia.

Il grifone era stato trasferito sull’isola meno di un anno fa. Dopo un periodo trascorso presso il Centro di recupero della fauna selvatica di Bonassai, nel Sassarese, ha completato il proprio percorso di preparazione prima della liberazione definitiva in ambiente naturale.

L’operazione rappresenta uno dei risultati più significativi raggiunti dal Parco Zoo Falconara nel campo della conservazione della biodiversità. Dal 2020 la struttura marchigiana ospita infatti quattro esemplari di grifone non più in grado di volare, provenienti da un centro di recupero spagnolo.

Grazie alle cure e al lavoro di monitoraggio svolto negli anni, il programma riproduttivo ha portato nel 2024 alla nascita di Sky e, successivamente, di un secondo pullo nato nel 2026, che seguirà lo stesso percorso di reintroduzione a partire dalla prossima primavera.

Il grifone, spesso etichettato come “spazzino della natura”, svolge un ruolo essenziale per gli ecosistemi. Nutrendo si esclusivamente delle carcasse degli animali morti, contribuisce alla pulizia dell’ambiente, limita la diffusione di agenti patogeni e favorisce il riciclo naturale della biomassa.

Nonostante questa funzione ecologica fondamentale, la specie continua a essere minacciata da avvelenamenti, riduzione delle fonti alimentari e impatti legati alle attività umane.

«Sapere che Sky ha spiccato il volo è per tutti noi motivo di orgoglio e una grande emozione», ha dichiarato Renato Piccinini, curatore del Parco Zoo Falconara. «Lo abbiamo accompagnato nella crescita fin dai suoi primi giorni e continueremo a seguirlo grazie al GPS, controllando i suoi spostamenti e l’adattamento al nuovo ambiente. Vedere un grifone nato qui contribuire al ripopolamento di una specie minacciata dà un senso concreto alla nostra missione di conservazione della biodiversità».

Prima del rilascio, tutti i 16 rapaci coinvolti nel progetto sono stati sottoposti a controlli veterinari e dotati di sistemi di identificazione e monitoraggio. Oltre all’inanellamento e alla marcatura alare, sono stati applicati trasmettitori satellitari che consentiranno ai ricercatori di seguire gli spostamenti degli animali e studiarne le abitudini alimentari e di riposo.

Il GPS installato su Sky è stato acquistato dal Parco Zoo Falconara con il contributo del Lions Club Colle Guasco.

La liberazione del giovane grifone si inserisce nel progetto LIFE Safe for Vultures, coordinato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari insieme ad Agenzia Forestas, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna, E-Distribuzione e Vulture Conservation Foundation. Un programma che negli ultimi anni ha contribuito alla crescita della popolazione di grifoni sull’isola, passata da meno di cento esemplari nel 2015 a oltre 250 individui oggi.

La storia di Sky dimostra come la collaborazione tra strutture zoologiche, enti scientifici e istituzioni possa tradursi in risultati tangibili per la tutela della fauna selvatica. Un esempio concreto di conservazione che trasforma la nascita in cattività in una nuova opportunità di vita libera e di ripopolamento per una specie che rischiava di scomparire dai cieli italiani.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.