Il film sarà girato in diversi luoghi delle Marche, con cast e maestranze regionali per il 90 per cento
È una delle storie più singolari legate alla memoria della Seconda guerra mondiale nelle Marche e ora arriva sul grande schermo. Sono iniziate le riprese di “Italia Germania ’44”, il film ispirato alla partita di calcio disputata a Sarnano nell’aprile del 1944 tra i soldati tedeschi del presidio e i giovani del paese.
Il primo ciak è stato battuto il 28 settembre a Sassoferrato, nella frazione di Monterosso, dando il via a una produzione interamente marchigiana realizzata da Stella Polare Films, Sydonia Production e Subwaylab. Il film coinvolgerà per circa il 90 per cento del cast e delle maestranze professionisti provenienti dalle Marche e porterà le riprese in diversi territori della regione: oltre a Sassoferrato, saranno interessati Sarnano, San Ginesio, Jesi, Serra San Quirico, Montecarotto, Cupramontana, Bolognola e i Monti Sibillini.
Il progetto è sostenuto dai contributi selettivi della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura ed è tra i vincitori del bando audiovisivi della Regione Marche, nell’ambito del PR-FESR 2021-2027, promosso e gestito da Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission. A sostenere la produzione anche il Comune di Sarnano, il Comune di San Ginesio e l’Unione Montana dei Monti Azzurri, insieme agli altri enti dei territori coinvolti nelle riprese.
La partita del 1944 tra storia e memoria
La vicenda al centro del film risale alla primavera del 1944, quando l’Italia era divisa dal fronte e le Marche si trovavano ancora sotto l’occupazione nazifascista. Sarnano era in una posizione strategica, tra la Linea Gustav e la Linea Gotica, mentre sui Monti Sibillini erano attive le prime formazioni della Resistenza.
In quel contesto, il sergente maggiore tedesco Walter Kobler avrebbe proposto di organizzare una partita tra i militari del presidio e i giovani di Sarnano. L’intento era quello di creare, almeno per qualche ora, una parentesi di normalità in una comunità segnata dalla guerra.
A organizzare la squadra italiana e ad arbitrare l’incontro fu Mario Maurelli, destinato nel dopoguerra a una lunga carriera arbitrale, con 98 partite dirette in Serie A. A lui è oggi intitolato il campo sportivo di Sarnano.
La partita è rimasta nel tempo sospesa tra cronaca e leggenda. Le testimonianze sul risultato non sono univoche: alcune parlano di un pareggio per 1-1, altre riportano un punteggio differente. Più del risultato, però, è rimasta la particolarità di quella giornata: in un territorio attraversato dalla guerra, soldati occupanti e ragazzi del paese si trovarono per una volta uno di fronte all’altro su un campo di calcio. È proprio questo intreccio tra vicenda storica e memoria collettiva a costituire il punto di partenza del film.
Un cast tra cinema e calcio
La regia è affidata al collettivo Subwaylab, composto da Alessandro Tarabelli, Diego Morresi e Andrea Antolini, autori del soggetto insieme a Leonardo Martellini. La sceneggiatura è firmata da Claudio Centioni e Roberto Recchioni.
Il film avrà una durata di 90 minuti, la stessa durata regolamentare di una partita di calcio. Nei ruoli principali ci sono Paolo Bernardini, nei panni di Mario Maurelli, Alex Lorenzin, Alessandro Fella, Rebecca Liberati, Chiara Renzi e David Paryla.
Nel cast figura anche Francesco Pannofino, mentre arrivano dal mondo del calcio due degli interpreti più particolari del progetto: Moreno Torricelli, ex difensore di Juventus e Fiorentina, e Dario Hubner, storico attaccante di Brescia e Piacenza. Torricelli interpreta Villa, mentre Hubner veste i panni di Casadei.
Per i registi, il calcio diventa anche una chiave per raccontare il rapporto tra individuo e comunità. «È uno sport di strada, popolare, epico, nel quale si confrontano due squadre – spiegano Tarabelli, Morresi e Antolini –. È una potente metafora di solidarietà in un momento drammatico».
Un film girato nelle Marche
Il progetto punta a raccontare la vicenda mantenendo un forte legame con i luoghi nei quali è ambientata. Le riprese attraverseranno infatti una parte significativa del territorio marchigiano, dai centri storici ai paesaggi dei Monti Sibillini.
«Italia Germania ’44 porta sullo schermo una vicenda custodita nella nostra memoria e le dà la possibilità di farla conoscere a un pubblico più ampio», sottolinea Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission. «Al centro c’è una partita di calcio, ma ciò che il film racconta va oltre il campo: una comunità attraversata dalla guerra, le scelte dei singoli e la forza dei legami in un momento drammatico della nostra storia».
La produzione si distingue inoltre sul piano tecnico: “Italia Germania ’44” sarà il primo film italiano girato con le nuove camere Blackmagic 17K 65mm, affiancate da una 12K PYXIS e da ottiche TLS VEGA 65. Una scelta pensata per restituire sul grande schermo una resa cinematografica particolarmente ampia e dettagliata, soprattutto nelle sequenze ambientate durante la guerra.
Dopo il primo ciak di Sassoferrato, il set si sposterà dunque negli altri territori coinvolti dalla produzione, riportando sul grande schermo una storia nata in una delle pagine più drammatiche del Novecento marchigiano.



