Friday 25 September, 2026
Home › Comunicati stampa › Jesi: Teatro Pergolesi, al via la 59° Stagione Lirica

Dal 7 ottobre al 19 dicembre tredici spettacoli per quattro titoli d’opera e un balletto

Tredici alzate di sipario tra ottobre e dicembre compongono la parte autunnale della 59ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, a cura della Fondazione Pergolesi Spontini, per la direzione artistica di Cristian Carrara e la direzione generale di Lucia Chiatti. Quattro titoli d’opera e un balletto vanno in scena in un luogo d’arte che dallo scorso luglio ha un titolo in più: il Pergolesi è uno dei dieci teatri condominiali all’italiana dell’Italia centrale iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Il cartellone

Il cartellone alterna grande repertorio, nuove produzioni, giovani talenti e una commissione contemporanea che debutta qui in prima assoluta: “Il tabarro”, “Suor Angelica” e “Gianni Schicchi” di Puccini (7, 9, 11 ottobre), “Don Pasquale” di Donizetti (28, 30, 31 ottobre), la prima esecuzione assoluta de “L’esecuzione. Sotto lo sguardo di Tosca” di Salvatore Passantino su libretto di Marco Malvaldi (12, 14, 15 novembre), “Nabucco” di Verdi (10, 11, 13 dicembre) e il balletto “Querencia” della Compagnia Antonio Najarro (19 dicembre).

Le illustrazioni di Virginia Mori

Sarà lo sguardo di Virginia Mori ad accompagnare la nuova stagione lirica con il suo originale racconto visivo. L’illustratrice e animatrice pesarese è stata applaudita nei giorni scorsi alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con “Sasso, carta, forbici”, in concorso a Orizzonti Corti. L’artista firma le immagini del progetto grafico ideato da Tonidigrigio, partner tecnico della stagione, con quattro illustrazioni che interpretano visivamente le opere in programma. Si tratta della seconda tappa della collaborazione tra la Fondazione Pergolesi Spontini e il fervido panorama dell’illustrazione marchigiana, dopo la collaborazione nel 2025 con l’artista jesino Roberto Catani.

Ogni immagine di Virginia Mori è una narrazione autonoma. «Il mio lavoro – fa sapere l’artista – si sviluppa principalmente da una ricerca iniziale, dove estrapolo dal progetto, in questo caso opere liriche dalla portata storica e artistica importante, frasi, parole, dettagli… che fungono da scintilla per l’avvio di una narrazione visiva metaforica, fatta di simboli e significati nascosti. Il linguaggio che cerco di rincorrere è quello surreale del sogno, dove nulla è detto, ma tutto suggerisce e rimane in bilico, lasciando volontariamente spazio ad una stratificazione di interpretazioni. In queste opere si narra la complessità dei sentimenti umani, una complessità che si è evoluta nel tempo e difficilmente trova sfogo in un’unica visione; l’apertura quindi si fa indispensabile.»

Le opere

Una suora dal volto di porcellana incrinato, tra i cipressi di un chiostro, mentre in aria volano dei fogli: è l’immagine con cui Virginia Mori racconta “Il trittico” di Giacomo Puccini. Il titolo apre la stagione il 9 ottobre alle ore 20.30 e va in replica l’11 ottobre alle ore 16, con anteprima giovani il 7 ottobre alle 16; si tratta della prima esecuzione dei tre atti unici nella stagione lirica di Jesi. Le tre opere in un atto furono composte tra il 1913 e il 1917 e debuttarono insieme al Metropolitan di New York il 14 dicembre 1918, secondo un disegno preciso del compositore: una sola serata che attraversasse tre temperature drammatiche diverse. “Il tabarro”, su libretto di Giuseppe Adami, è un dramma di gelosia consumato su una chiatta della Senna. “Suor Angelica”, su libretto di Giovacchino Forzano, si svolge in un convento seicentesco ed è affidata a sole voci femminili. “Gianni Schicchi”, ancora su libretto di Forzano, è una commedia sull’avidità ambientata nella Firenze del 1299, costruita a partire da pochi versi del canto XXX dell’Inferno. A Jesi si ascolta la versione a cura di Ettore Panizza, su edizione Casa Ricordi.

La produzione da un allestimento dell’Opéra-Théâtre de l’Eurométropole de Metz (2016) è diretta da Stefano Vignati, la regia è di Paul-Émile Fourny, scene e luci di Patrick Méeüs, costumi di Giovanna Fiorentini. Suona la FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana, canta il Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno preparato da Pasquale Veleno.

Ne “Il tabarro” Michele è Massimo Cavalletti, Luigi è Giulio Pelligra, Giorgetta è Alessandra di Giorgio, La Frugola è Elena Antonini, il Tinca è Riccardo Liberatore, il Talpa è Stefano Gennari, il venditore di canzonette è Alessandro Pucci, i due amanti sono Isabella Gilli e Alessandro Pucci.

In “Suor Angelica” il ruolo del titolo è di Alessandra di Giorgio, la zia principessa è Arlene Miatto Albeldas, la badessa è Aloisa Aisemberg, la suora zelatrice è Elena Antonini, la maestra delle novizie è Roberta Sollazzo, suor Genovieffa è Francesca Maionchi, suor Osmina è Isabella Gilli, suor Dolcina è Louise Guenter, le cercatrici sono Debora Simonetti ed Elisa Luciani, la novizia è Laura Tonasucci, le converse sono Midori Namikawa e Alina Khalilova.

In “Gianni Schicchi” il protagonista è Massimo Cavalletti, Lauretta è Francesca Maionchi, Zita è Arlene Miatto Albeldas, Rinuccio è Giulio Pelligra, Gherardo è Riccardo Liberatore, Nella è Louise Guenter, Betto di Signa è Stefano Gennari, Simone è Kevin Baliviera, Marco è Giacomo Medici, La Ciesca è Aloisa Aisemberg, maestro Spinelloccio è Alessandro Ciccarini, messer Amantio di Nicolao è Piersilvio De Santis, Pinellino è Kevin Paoltroni, Guccio è Samuele Lattanzi.

Sotto il velo di una sposa con il bouquet si nascondono altre due figure, una delle quali regge una lanterna: così Virginia Mori ritrae “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti. L’opera è in scena il 30 e il 31 ottobre alle 20.30, con anteprima giovani il 28 ottobre alle 16. Il dramma buffo in tre atti, su libretto di Giovanni Ruffini e dello stesso compositore, andò in scena per la prima volta a Parigi, al Théâtre de la comédie italienne, il 3 gennaio 1843. Donizetti lo scrisse in poche settimane per una compagnia di stelle assolute e vi mise a punto il congegno della commedia di raggiro: un vecchio ricco che vuole prender moglie per diseredare il nipote e una finta sposa docile che si rivela ingovernabile.

Nuova produzione in coproduzione con la Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara e la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova, vede Danila Grassi sul podio del Time Machine Ensemble e del Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, con maestro del coro Pasquale Veleno. Don Pasquale è Bruno Taddia, il dottor Malatesta è Daniele Terenzi, Ernesto è Antonio Mandrillo, Norina è Nikoletta Hertsak, il notaro è Kevin Baliviera; in scena anche i figuranti Yassine Barri, Francesca Centola, Alessandra Gigli, Simone Mandolini, Giada Minissale e Gianfilippo Spigarelli. La regia è di Italo Nunziata, le scene di Michela Costa, i costumi di Simone Dalla Venezia, le luci di Oscar Frosio.

Nell’illustrazione per “L’esecuzione. Sotto lo sguardo di Tosca” i volti dei personaggi e i fucili del plotone emergono da un groviglio rossastro, tra colonne classiche, mentre in basso una mano stringe una pistola. La prima esecuzione assoluta dell’opera, musica di Salvatore Passantino su libretto di Marco Malvaldi, edizioni Curci, arriva il 14 novembre alle 20.30, con replica il 15 novembre alle 16 e anteprima giovani il 12 novembre alle 16.

Malvaldi, chimico e autore di gialli, costruisce un’opera thriller ambientata durante una prova della “Tosca” di Puccini: mentre sul palcoscenico si allestisce la fucilazione di Cavaradossi, un delitto vero attraversa la finzione. I tre figuranti Teseo Parenti, Paolo Matteucci e Cristiano Ghignola sono Aloisa Aisemberg, Riccardo Liberatore e Giacomo Medici; il sovrintendente Carlo Guidotti è Tiziano Rosati; il soprano Antonella Scuderi, ossia Tosca è Laura Fortino.

Sul podio del Time Machine Ensemble c’è Eddi De Nadai, la regia è di Italo Nunziata, le scene di Jing Guan, i costumi di Margherita Figini, le luci di Oscar Frosio. La produzione è in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale “Pavarotti-Freni” di Modena.

Come nel 2025, due titoli della stagione sono stati messi a concorso per la progettazione di scene e costumi nell’ambito del Concorso dedicato a Josef Svoboda, giunto alla sesta edizione e riservato agli iscritti al Biennio di Specializzazione in Scenografia delle Accademie di Belle Arti di Macerata, Bologna, Venezia, Carrara, Bari e Brera. Come vincitori del concorso, Michela Costa (scene) e Simone Dalla Venezia (costumi) firmano “Don Pasquale”, Jing Guan (scene) e Margherita Figini (costumi) firmano “L’esecuzione”.

Una corona d’oro le cui punte si allungano fino a formare le sbarre di una gabbia, tra le quali vola una colomba bianca: è il “Nabucco” di Giuseppe Verdi nello sguardo di Virginia Mori. L’opera va in scena l’11 dicembre alle 20.30 e il 13 dicembre alle 16, con anteprima giovani il 10 dicembre alle 16. Il dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera è tratto dal dramma “Nabuchodonosor” di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu e dal ballo omonimo di Antonio Cortesi. La prima rappresentazione alla Scala, il 9 marzo 1842, segnò l’affermazione del ventottenne Verdi dopo l’insuccesso di “Un giorno di regno”. Dirige Marco Attura, la regia è di Paul-Émile Fourny, le scene di Benito Leonori, i costumi di Giovanna Fiorentini, le luci di Ludovico Gobbi, i video di Mario Spinaci, le coreografie di Giorgia Leonardi. Suona la FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana, canta il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” diretto da Lorenzo Chiacchiera. Il ruolo di Nabucodonosor è di Fabián Veloz, Ismaele è Joseph Dahdah, Zaccaria è Alberto Comes, Abigaille è Julija Vasiljeva, Fenena è Arlene Miatto Albedas, il Gran Sacerdote di Belo è Stefano Gennari, Abdallo è Simone Fenotti, Anna è Isabella Gilli. Nuova produzione in coproduzione con l’Associazione Arena Sferisterio di Macerata.

Il cartellone si chiude il 19 dicembre alle 21 con “Querencia”, spettacolo di danza dalla Scuola Bolera al Flamenco su coreografie di Antonio Najarro e musiche originali di Moisés Sánchez. La Escuela Bolera è la tradizione accademica spagnola nata tra Settecento e Ottocento dall’incontro delle danze popolari con la tecnica del balletto di scuola italiana e francese, riconoscibile per l’uso delle nacchere e per i salti battuti; il flamenco appartiene invece al ceppo andaluso e lavora sul contatto con il suolo. Najarro, per dieci anni direttore del Ballet Nacional de España, le fa convivere in un unico percorso affidato ai quattordici danzatori della sua compagnia: María Fernández García, Lucia Cardeñoso Gigosos, Alejandra de Castro Pasca, Cristina Carnero Barco, María Gómez Rabadan, Carmen Diez Moreno, Cristina Cazorla Garcia, Daniel Ramos Lopez, Álvaro Brito Moreno, Álvaro Madrid Morillo, Ethan Soriano Jareño, Diego Olmier Carbonell, Javier Moreno Martinez, David Acero Delgado.

Completano la stagione le iniziative di formazione del pubblico. Tra queste ci sono le anteprime giovani, riservate alle scuole e ai partecipanti al progetto “Musicadentro” 2026, e il progetto di opera accessibile per non vedenti e ipovedenti, non udenti e ipoudenti, realizzato con il contributo di Coop Alleanza 3.0 nelle recite dell’11 ottobre, del 31 ottobre e del 13 dicembre.

Il giorno di ogni recita, nelle Sale Pergolesiane, si tiene anche l’appuntamento di trenta minuti “Prima dell’opera” (venerdì e sabato alle 19, domenica alle 15). L’ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti, con prenotazione obbligatoria allo 0731 202944 o a marketing2@fpsjesi.com; l’interpretariato in LIS è disponibile su richiesta.

Con il sostegno di Ministero della Cultura – Regione Marche

Soci Fondatori Comune di Jesi – Comune di Maiolati Spontini

Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Comune di Morro d’Alba

Partecipante Sostenitore Camera di Commercio delle Marche

Fondatore sostenitore Pieralisi Maip Spa

Con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche

Educational partner Trevalli Cooperlat

Official Wellness Partner P.S. Medical Center

Partner Tecnico Tonidigrigio Srl

Si ringraziano tutti i MECENATI 2026 per il contributo erogato tramite Art Bonus

Visual identity TonidiGrigio

Info e prenotazioni:

tel. 0731 206888, biglietteria@fpsjesi.com,

online su www.vivaticket.com e www.fondazionepergolesispontini.com.

(nella foto una scena de “Il tabarro”)

Autore

Comunicato Stampa