Il Comune di Pesaro ha messo in campo una macchina organizzativa straordinaria per fronteggiare l’emergenza idrica verificatasi tra il 14 e il 17 agosto, causata da tre rotture della condotta principale. Una situazione complessa che ha richiesto un intervento immediato e coordinato, con il coinvolgimento di Protezione civile, Marche Multiservizi, Vigili del fuoco, Polizia locale e numerosi volontari.
Fin dalle prime ore, il sindaco Andrea Biancani e il presidente del Consiglio comunale con delega alla Protezione civile Enzo Belloni hanno dato priorità alle persone più fragili, alle utenze sensibili e alle attività maggiormente colpite. «Abbiamo attivato una macchina straordinaria per assistere cittadini, strutture ricettive e utenze sensibili» hanno dichiarato, ringraziando operatori e volontari per il lavoro svolto senza sosta.
L’aggravarsi dell’emergenza e il potenziamento dei servizi
La prima risposta è arrivata già sabato di Ferragosto, con l’attivazione di due autobotti per la distribuzione dell’acqua. La situazione è peggiorata domenica mattina, quando alle 8.30 è stata comunicata la terza rottura dell’acquedotto, con serbatoi ormai privi di riserve. Il Comune ha immediatamente allertato Protezione civile regionale, Comuni limitrofi e Marche Multiservizi, definendo in poche ore un piano di intervento rafforzato.
Alle 12.30 erano già operative nuove autobotti, portando il totale a 12 mezzi distribuiti in 6 punti di approvvigionamento sul territorio comunale, con acqua potabile e non potabile. Una rete capillare che ha permesso di garantire rifornimenti costanti ai cittadini e alle strutture più esposte.
Interventi e numeri dell’operazione
- 150 famiglie fragili raggiunte con consegne di acqua a domicilio, insieme ad AIL e AIAS.
- 10mila bottiglie di acqua potabile distribuite alle persone più vulnerabili.
- 6 punti di distribuzione attivi, con 11 autobotti fornite da Marche Multiservizi, Vigili del fuoco, COC, Aset e Protezione civile regionale.
- 1 autobotte itinerante dedicata a ospedale, case di riposo e strutture ricettive.
- Circa 100 addetti di Marche Multiservizi impegnati nella gestione dell’emergenza, affiancati da operatori comunali e volontari.
- Oltre 20 strutture ricettive rifornite direttamente nelle proprie cisterne.
- Monitoraggio costante delle utenze sensibili, tra cui ospedale San Salvatore, guardia medica e strutture socio-sanitarie.
- Supporto operativo di Forze dell’ordine e Vigili del fuoco, presenti anche in piazzale Carducci per la distribuzione dell’acqua.
È stato inoltre richiesto a Marche Multiservizi di riempire la cisterna di Candelara tramite autobotti, per garantire l’approvvigionamento anche a Novilara e Santa Maria dell’Arzilla.
Il commento delle istituzioni
«Abbiamo cercato di portare l’acqua dove serviva, nelle case, negli alberghi e nelle strutture che non potevano permettersi di rimanere senza» hanno concluso Biancani e Belloni. «Il disagio è stato enorme, ma la mobilitazione di centinaia di persone ha permesso di ridurre le conseguenze e garantire assistenza continua».


