Sunday 2 August, 2026
HomeAccadde oggiIl 2 agosto del ’55 nasceva il velcro

L’invenzione appiccicosa che ha cambiato il mondo: nasce il brevetto del Velcro

Succede spesso che le invenzioni più rivoluzionarie non nascano nei laboratori di alta tecnologia, ma durante una semplice passeggiata in campagna. È esattamente quello che accadde al velista e ingegnere svizzero Georges de Mestral, la cui curiosità portò, il 2 agosto 1955, alla registrazione del brevetto ufficiale di uno dei sistemi di chiusura più famosi e utilizzati al mondo: il Velcro.

La passeggiata, il cane e i “pallini” fastidiosi

La storia comincia nel 1941. Di ritorno da una battuta di caccia tra i boschi svizzeri, De Mestral notò che i suoi pantaloni in lana e il pelo del suo pointer irlandese erano ricoperti di piccolissimi frutti di bardana (Arctium lappa), comunemente noti come “baciacavalli”.

Mentre chiunque altro si sarebbe limitato a spazzolarli via imprecando, De Mestral fece quello che fa ogni vero inventore: si mise a osservarli al microscopio.

La scoperta al microscopio: I frutti della bardana non erano semplicemente ruvidi. Erano dotati di centinaia di microscopici uncini flessibili che si agganciavano alle maglie di tessuto o alla pelliccia dell’animale, staccandosi solo con una trazione decisa.

Da un’intuizione al brevetto: 14 anni di tentativi

De Mestral intuì subito il potenziale di una chiusura meccanica basata sulla natura (uno dei primi e più celebri esempi di biomimesi). Tuttavia, trasformare l’idea in un prodotto industriale si rivelò un incubo ingegneristico:

  1. Il materiale giusto: Il cotone iniziale si sfilacciava troppo in fretta. La svolta arrivò con l’invenzione del nylon, resistente e modellabile con il calore.
  2. Il meccanismo a doppio nastro: L’invenzione richiedeva due nastri distinti: uno morbido dotato di asole (“velours”, velluto in francese) e uno rigido dotato di uncini (“crochet”, uncino in francese). Dalla fusione delle due parole nacque il marchio Vel-Cro.
  3. La produzione di massa: Per anni i tessitori svizzeri rifiutarono la sua idea, ritenendola impossibile da produrre su scala industriale, finché De Mestral non progetto un telaio modificato su misura.

Dopo oltre un decennio di perfezionamenti, il 2 agosto 1955 ottenne il brevetto ufficiale.

Dagli astronauti della NASA alle scarpe dei bambini

All’inizio il mercato della moda accolse il Velcro con scetticismo: era considerato brutto e poco elegante rispetto ai bottoni tradizionali o alle cerniere lampo.

A salvare l’invenzione fu la NASA. Negli anni ’60, le missioni spaziali Apollo cercavano un sistema pratico e sicuro per fissare oggetti, tute e strumenti a gravità zero senza rischiare che volassero via nella navicella. Quando il pubblico vide gli astronauti usare il nastro adesivo in nylon nello spazio, il Velcro divenne di colpo un simbolo di modernità e praticità futuristica.

Curiosità: il suono da 20 decibel

Sapevi che l’esercito americano ha sviluppato una versione “silenziosa” del Velcro? Il tipico rumore strappato da circa 20-30 decibel, sebbene soddisfacente da sentire nelle scarpe da ginnastica, rischiava di rivelare la posizione dei soldati durante le operazioni notturne.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.