L’Università di Macerata si conferma tra i migliori piccoli atenei statali italiani nella Classifica Censis 2026. L’Ateneo mantiene il quarto posto nazionale nella graduatoria generale dedicata alle università statali di piccole dimensioni e conquista posizioni di rilievo nelle classifiche della didattica, distinguendosi in particolare nelle aree della formazione, del diritto e delle lingue.
Tra i risultati più significativi figurano il secondo posto nazionale per i corsi di laurea triennale in Educazione e formazione, il terzo posto per Scienze giuridiche e l’ottavo posto nell’area Linguistica.
Premiata la qualità della didattica
La classifica conferma anche l’eccellenza del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria, che si mantiene stabilmente tra i primi cinque d’Italia.
Buoni risultati arrivano anche dalle lauree magistrali biennali, dove l’area politico-sociale e comunicazione si colloca al nono posto a livello nazionale.
Le valutazioni del Censis premiano così alcuni degli ambiti storicamente più rappresentativi dell’offerta formativa dell’Università di Macerata.
McCourt: «Formiamo le professioni che costruiscono il futuro»
Per il rettore John McCourt, i risultati fotografano con chiarezza l’identità dell’Ateneo.
«Siamo forti nei campi in cui si formano insegnanti, educatori, giuristi, esperti di lingue, comunicazione, istituzioni, società e relazioni internazionali. Sono ambiti decisivi per il futuro del Paese, perché riguardano la scuola, i diritti, la cittadinanza, la coesione sociale e la capacità di comprendere un mondo sempre più complesso».
Secondo il rettore, le classifiche rappresentano indicatori importanti, ma non esauriscono la missione dell’università.
«In un tempo attraversato da profonde trasformazioni tecnologiche, sociali e geopolitiche, l’università deve aiutare le nuove generazioni a leggere la complessità, sviluppando competenze, senso critico, responsabilità e capacità di immaginare il futuro».
Strutture, servizi e occupabilità in crescita
Oltre ai risultati della didattica, UniMC ottiene valutazioni elevate anche in altri indicatori analizzati dal Censis.
L’Ateneo raggiunge 98 punti nella valutazione delle strutture e 91 punti nella comunicazione, mentre cresce anche il dato relativo all’occupabilità dei laureati, che arriva a 84 punti, collocando Macerata al secondo posto tra le piccole università statali italiane.
«Abbiamo investito nel miglioramento concreto della vita universitaria – sottolinea McCourt – con interventi come la nuova Segreteria Studenti nell’ex Banca d’Italia, il rinnovamento di numerosi spazi e il nuovo Centro universitario sportivo che aprirà in autunno».
Internazionalizzazione e legame con il territorio
L’Università di Macerata continua inoltre a puntare sull’internazionalizzazione attraverso accordi con atenei stranieri, programmi di mobilità, visiting professor e percorsi di cooperazione scientifica e didattica.
Per il rettore, la crescita dell’Ateneo passa anche dalla capacità di valorizzare il rapporto con la città.
«Macerata non deve imitare i modelli delle grandi città universitarie metropolitane. La nostra forza è costruire un’università sostenibile, vivibile, culturalmente intensa e connessa al mondo, capace di offrire una relazione diretta tra studenti, docenti, istituzioni e territorio».
La nuova classifica Censis conferma così il ruolo dell’Università di Macerata tra gli atenei di riferimento nel panorama nazionale, in particolare nei settori della formazione, del diritto e delle discipline umanistiche e sociali.




