Probabilmente salvati dal loro sangue freddo
Alle prime luci dell’alba, proprio quando stava cominciando la seconda giornata di ricerche, i due giovani dispersi sono stati individuati dall’equipaggio di un elicottero. A salvare loro la vita l’esperienza nell’affontare condizioni estreme in montagna: quando si sono resi conto, durante un lungo trasferimento in una zona impevia, di essere finiti in un sentiero dismesso – una sorta di percorso senza uscita – hanno evitato di farsi prendere dal panico, scegliendo di attendere i soccorsi nei pressi di un rifugio abbandonato. Senza cibo, con la possiblità di alimentarsi solo mangiando delle erbe spontanee, ma fortunatamente di abbeverarsi, grazie ad un ruscello, sono riusciti a resistere, aiutati da una condizione psicologica ottimale, che li ha sostenuti.
Davide e Chiara sono stati recuperati e soccorsi, senza riportare gravi conseguenze fisiche all’alba del sesto giorno dalla loro scomparsa. Per loro si era mobilitata una task foce costituita da soccorso alpino, vigili del fuoco, guardia di finanza, protezione civile ed elicotteri specializzati.



