La donna in stato confusionale ha ammesso di averlo colpito con un coltello
Stando alle prime notizie pervenute, la donna, la 33enne I.D.M., ha ammesso di aver colpito M.P. con una coltellata al braccio, senza però l’intenzione di ucciderlo. La vittima era stata trovata a terra senza vita in una pozza di sangue. La ex compagna, che da tempo si era trasferita nella zona di Roma, tornata da qualche giorno dopo un tentativo di riappacificamento richiesto dall’uomo, non ha ammeso l’intenzione di ucciderlo, ha dichiarato di averlo colpito per difendersi durante un violento litigio. Resta però da capire perché non abbia in seguito chiamato i soccorsi.
Da una prima ricostruzione la prima ad avere sentore della tragedia, è stata l’inquilina del piano di sotto, che dopo aver sentito del trambusto ed aver notato sangue sulle scale, ha contattato il marito, che al momento si trovava al lavoro; quest’ultimo ha provato a telefonare alla vittima, ottenendo però una risposta della donna, che lo ha tranquillizzato, asserendo che non c’erano problemi. Ma quando I.S., l’inquilino del piano di sotto è rientrato a casa, notando ancora le macchie di sangue, dopo aver provato a ricontattare la vittima, non ottenendo risposta, ha avvisato il cugino dell’uomo ucciso. Questi ha trovato il 63enne Marco a terra, privo di vita.
Resta quindi da stabilire il grado di responsabilità della 33enne, se si tratti o meno di omicidio intenzionale, se è ravvisabile una omissione di soccorso.


