CARACAS – Una serie di violentissime scosse di terremoto, con magnitudo compresa tra 7.2 e 7.5, ha devastato il Venezuela tra il 24 e il 25 giugno, provocando una delle peggiori emergenze umanitarie degli ultimi decenni. Il bilancio delle vittime continua a crescere di ora in ora: secondo le autorità venezuelane, i morti accertati sono almeno 235, mentre i feriti superano quota 1.500 e i dispersi sono decine di migliaia, con stime che oscillano tra 25mila e oltre 50mila persone.
Le scosse hanno colpito duramente Caracas e lo Stato di La Guaira, dove interi edifici sono crollati e interi quartieri risultano inagibili. L’aeroporto internazionale della capitale è stato gravemente danneggiato e i voli sono stati sospesi. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza nazionale, mobilitando esercito e soccorritori per raggiungere le zone più colpite e rimuovere le macerie.
Tra le vittime è stato confermato anche un cittadino italo-venezuelano, mentre la Farnesina sta verificando la situazione di altri connazionali ancora irreperibili. Nel frattempo, continuano a emergere storie di sopravvivenza: tre fratellini sono stati estratti vivi dalle macerie a La Guaira, mentre una donna è stata salvata dopo oltre 24 ore sotto i detriti.
Il sisma ha provocato danni gravissimi anche alle infrastrutture religiose e sociali: numerose chiese, tra cui la Cattedrale di Caracas, risultano compromesse e molte parrocchie sono state trasformate in rifugi di emergenza per gli sfollati. Migliaia di persone hanno trascorso la notte all’aperto, senza elettricità né acqua, mentre le scosse di assestamento continuano a seminare paura.
La risposta internazionale è immediata: dagli Stati Uniti sono stati mobilitati 150 milioni di dollari in aiuti umanitari, mentre la Germania ha inviato un primo volo con squadre di soccorso specializzate. Anche il Vaticano ha destinato 100mila euro per le prime necessità della popolazione colpita. L’Italia sta predisponendo l’invio di personale della Protezione civile e dei Vigili del fuoco.
Secondo gli esperti dell’INGV, nelle prossime ore e nei prossimi giorni potrebbero verificarsi nuove scosse di forte intensità, mentre i modelli probabilistici indicano un’elevata possibilità di ulteriori eventi sismici di magnitudo superiore a 6.0


