Friday 26 June, 2026
HomeAccadde oggiIl 26 giugno contro la droga: l’Italia della cocaina e delle nuove dipendenze

Giornata mondiale contro la droga, la Relazione 2026 racconta un cambiamento profondo nei consumi: cresce il policonsumo tra i giovani e si amplia la platea delle nuove fragilità

In occasione della Giornata mondiale contro la droga, l’Italia fa il punto su un fenomeno che continua a cambiare volto. Lo scorso 24 giugno, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, è stata presentata al Parlamento la Relazione 2026 sul fenomeno delle dipendenze in Italia, il documento che fotografa consumi, nuove emergenze, percorsi di cura e trasformazioni sociali legate alle dipendenze.

La fotografia che emerge dalla relazione racconta un Paese in cui la droga non è scomparsa. È cambiata. E con lei è cambiato anche il modo in cui l’Italia deve affrontare il fenomeno delle dipendenze.

La questione non riguarda più soltanto le sostanze stupefacenti tradizionali, ma un insieme più ampio di comportamenti e fragilità che coinvolgono soprattutto le nuove generazioni. Cannabis, cocaina, nuove sostanze sintetiche, gioco d’azzardo, uso problematico della tecnologia e isolamento sociale entrano sempre più spesso nella stessa narrazione.

La Giornata mondiale contro la droga del 26 giugno diventa così l’occasione per interrogarsi non soltanto su quante sostanze circolino nel Paese, ma su quali condizioni sociali e individuali rendano ancora possibile la crescita delle dipendenze.

Meno vecchie emergenze, nuove forme di consumo

Il primo elemento che emerge dalla relazione è un cambiamento profondo del mercato e dei consumi.

L’Italia non si trova più davanti esclusivamente all’emergenza dell’eroina che ha segnato gli anni passati. Gli oppiacei continuano ad avere un peso importante nei servizi di cura, ma il fenomeno oggi è dominato da altre sostanze.

La cocaina si conferma una delle principali criticità. Nel 2025 ha rappresentato una quota sempre più rilevante dei nuovi accessi ai servizi per le dipendenze e ha assunto un ruolo centrale anche nei ricoveri e nei decessi droga-correlati.

Il dato più significativo è che la cocaina non riguarda più soltanto determinati ambienti sociali o fasce di età. È una sostanza sempre più presente nei diversi contesti di consumo, spesso associata ad alcol, tabacco e altre sostanze.

Un mercato che si è trasformato anche dal punto di vista della disponibilità: la relazione evidenzia un aumento della purezza media della cocaina sequestrata, con prodotti più concentrati rispetto al passato.

Giovani e droghe: il problema non è solo il consumo

Il dato forse più rilevante riguarda gli adolescenti.

Nel 2025 oltre il 26% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di aver utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nell’ultimo anno.

Numeri che raccontano una generazione esposta a un’offerta sempre più ampia e difficile da controllare. La cannabis rimane la sostanza più diffusa, ma accanto ad essa crescono stimolanti, cocaina, oppiacei e nuove sostanze sintetiche.

Il cambiamento più evidente riguarda però il cosiddetto policonsumo: non una sola sostanza, ma più sostanze insieme, spesso accompagnate da alcol o dall’uso improprio di farmaci.

Il fenomeno racconta qualcosa che va oltre la droga in sé. Racconta il rapporto tra giovani, pressione sociale, ricerca di evasione e difficoltà nella gestione del disagio.

La nuova frontiera: dipendenze senza sostanza

Uno degli elementi più innovativi della relazione è l’allargamento dello sguardo.

La dipendenza non viene più letta soltanto attraverso una sostanza chimica. Esistono comportamenti capaci di produrre conseguenze simili: perdita di controllo, isolamento, difficoltà nelle relazioni e compromissione della vita quotidiana.

Tra i giovani crescono le problematiche legate all’utilizzo di internet, ai videogiochi e al gioco d’azzardo.

Quasi 230 mila studenti minorenni mostrano un utilizzo problematico della rete, caratterizzato dalla difficoltà nel controllare il tempo trascorso online e dalla tendenza a trascurare sonno e relazioni sociali.

Anche il gioco d’azzardo assume dimensioni significative: quasi sei studenti minorenni su dieci dichiarano di aver giocato nell’ultimo anno.

Il confine tra abitudine e dipendenza diventa così sempre più sottile.

Cannabis: la sostanza più diffusa cambia volto

La cannabis resta la sostanza più consumata tra i giovani, ma anche il suo mercato è cambiato. Il consumo tra gli studenti risulta in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, ma aumenta la presenza di prodotti con concentrazioni molto più elevate di principio attivo.

Il fenomeno non riguarda più soltanto marijuana e hashish, ma estratti, oli e prodotti ad alta potenza.

La trasformazione del mercato rende più difficile anche il lavoro di prevenzione: non cambia soltanto il numero delle persone che consumano, ma cambia ciò che viene consumato.

Un sistema chiamato a cambiare

Davanti a questa trasformazione, anche il sistema di risposta italiano sta modificando il proprio approccio.

Nel 2025 i Servizi per le Dipendenze hanno seguito oltre 131 mila persone, mentre aumentano gli accessi in pronto soccorso legati alle sostanze.

La sfida non è soltanto curare chi arriva ai servizi, ma intercettare prima le situazioni di rischio. Per questo la relazione insiste sul ruolo della prevenzione, soprattutto nelle scuole e nei territori.

Il punto centrale è che la dipendenza raramente nasce da un unico fattore. È spesso il risultato dell’incontro tra fragilità individuali, contesto familiare, ambiente sociale e disponibilità delle sostanze.

Capire cosa sta cambiando

La Giornata mondiale contro la droga arriva dunque in un momento in cui il problema appare diverso rispetto al passato.

Non c’è una sola sostanza dominante, né un’unica categoria di persone coinvolte. Esiste un sistema complesso in cui droghe tradizionali, nuove sostanze e dipendenze comportamentali si intrecciano.

La sfida dei prossimi anni non sarà soltanto contrastare il traffico o aumentare i controlli. Sarà capire le ragioni profonde che spingono sempre più persone, soprattutto giovani, verso comportamenti capaci di trasformarsi in dipendenza. Perché la domanda centrale non è solo quanta droga circoli in Italia. È capire quale bisogno, quale fragilità o quale vuoto riesca ancora ad intercettare.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.