Ancona – Sostenibilità globale, monitoraggio scientifico e una proiezione sempre più internazionale. Sono queste le coordinate emerse durante la presentazione del Rapporto Ambiente Marche 2026, un appuntamento che ha tracciato il bilancio dello stato di salute del territorio e fissato i prossimi, ambiziosi obiettivi della Regione in tema di transizione ecologica e adattamento ai cambiamenti climatici.
Dalle Marche al Palazzo di Vetro dell’ONU
I dati emersi dal Rapporto delineano un quadro incoraggiante che si sposa perfettamente con l’economia e la vocazione turistica del territorio. Ma lo sguardo è già rivolto al futuro e oltre i confini nazionali. Dopo i recenti tavoli di confronto a Helsinki con le principali realtà europee, la Regione Marche punta a portare il proprio modello di sostenibilità su uno dei palcoscenici più prestigiosi al mondo.
L’obiettivo, in linea con i dettami dell’Agenda 2030, è valutare già nel mese di luglio la presentazione di queste politiche di ecosostenibilità direttamente al Palazzo di Vetro dell’ONU a New York.
“Misurare i fenomeni ambientali è la base della consapevolezza su cui devono fondarsi le scelte pubbliche,” ha dichiarato Rossana Cintoli, direttrice generale di ARPAM (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche). “Il nostro ruolo è essere un riferimento tecnico-scientifico per il decisore politico, ma anche costruire una conoscenza condivisa e trasparente, aiutando i cittadini ad adottare comportamenti virtuosi.”
Al via “Sibilla II”: tecnologia d’avanguardia per la tutela del mare
A dimostrazione pratica di questo impegno sul territorio, la giornata ha visto un momento fortemente simbolico e operativo: l’inaugurazione di Sibilla II, il nuovo battello oceanografico costiero di ARPAM destinato al monitoraggio dell’ecosistema marino e della qualità delle acque.
La nuova unità navale rappresenta un vero e proprio laboratorio galleggiante all’avanguardia. È dotata di sistemi di navigazione avanzati, di strumentazioni scientifiche sofisticate per l’analisi in tempo reale dei parametri ambientali e di attrezzature specifiche per i campionamenti.
Con l’entrata in funzione di Sibilla II, l’ARPAM potenzia in modo netto la propria capacità di controllo e ricerca, offrendo uno strumento fondamentale per difendere la biodiversità dell’Adriatico e garantire la sicurezza e la balneabilità delle coste marchigiane.



