Il Comune replica alla diffida e attacca Jesiamo: «Vogliono farci spendere più soldi pubblici»
Non si placa la tempesta politica attorno al progetto di riqualificazione del Viale della Vittoria a Jesi. La maxi-gara europea per l’assegnazione dei lavori continua a essere il terreno di uno scontro infuocato tra l’Amministrazione comunale e le opposizioni, con l’ultimo capitolo che si arricchisce di toni decisamente aspri.
Al centro della nuova puntata del “botta e risposta” c’è la diffida presentata dalla Fondazione Inarcassa (la fondazione degli ingegneri e architetti liberi professionisti) e il duro affondo del Comune di Jesi, che non solo difende l’operato dei propri uffici tecnici, ma punta il dito direttamente contro la lista civica di opposizione Jesiamo, accusata di cavalcare la protesta a scapito delle casse pubbliche.
La replica del Comune: «Pretendono compensi per prestazioni non richieste»
La risposta di Piazza Indipendenza è netta e rigetta al mittente le critiche, parlando di un’ennesima e «inutile strumentalizzazione» da parte di chi non avrebbe argomenti politici seri.
Secondo la ricostruzione del Comune, la diffida di Fondazione Inarcassa nasconderebbe una pretesa inaccettabile.
L’ente contesta che la Fondazione pretenda l’inserimento nei compensi dei professionisti esterni anche di prestazioni mai richieste, poiché già eseguite o destinate a essere svolte direttamente dai tecnici interni del Comune.
Dal punto di vista formale, l’Amministrazione fa sapere che agli uffici spetta il compito tecnico e che a Fondazione Inarcassa sono già state inviate le note di chiarimento necessarie a confermare la regolarità della procedura.
La nota del Comune si sposta poi sul piano politico, rimarcando una netta linea di demarcazione tra le scelte di indirizzo e il lavoro burocratico: la redazione del quadro dei compensi nel bando di gara è una competenza esclusiva degli uffici e non della politica (né del Sindaco, né degli assessori).
Proprio su questo punto si consuma l’attacco a Jesiamo. Il Comune esprime forte rammarico per l’atteggiamento della lista civica, ricordando il passato condiviso. L’Amministrazione rinnova “la piena fiducia nei propri collaboratori interni, stupendosi del fatto che Jesiamo – dopo un’esperienza di governo della città lunga dieci anni al fianco della macchina comunale – non dimostri la stessa fiducia”.
L’attacco si fa frontale quando si tocca il tema economico. Il Comune accusa apertamente Jesiamo di «provare soddisfazione nel far spendere più soldi pubblici al nostro Comune», pretendendo l’esternalizzazione di attività che l’ente può invece svolgere perfettamente e a costo zero all’interno dei propri uffici.
La riqualificazione del Viale della Vittoria, una delle arterie principali e più simboliche di Jesi, si conferma così un cantiere ad alta tensione, non solo per i futuri lavori stradali ma per il clima politico cittadino.



