Stavolta è toccato al pronto soccorso dell’ospedale Urbani
Anche se di cattivo gusto, sembravano frutto di scherzi, le due telefonate ricevute dalla materna (giovedì pomeriggio) e dalla primaria (venerdì mattina), ora parlare di scherzi riesce difficile, dopo quello che è accaduto nello scorso pomeriggio di sabato.
A questo punto si ha il sospetto che la terza telefonata della serie – da parte di uno o più soggetti – non possa essere considerata uno scherzo, se si pensa che ha avuto come diretta coseguenza, il blocco momentaneo del pronto soccorso dell’ospedale Urbani.
Una telefonata arrivata al triage, ha infatti avvisato che un gruppo di persone armate, stava arrivando con l’intenzione di sparare. A chi e perché non lo hanno detto, ma l’anonimo telefonista ha probabilmente raggiunto il suo scopo, creare allarme.
I carabinieri prontamente intervenuti, hanno provveduto alla chiusura delle porte, permettendo poi l’ingresso delle persone bisognose di assistenza, suonando il campanello. Scene mai viste, se si eccettua qualche intemeperanza, mai grave, capitata in passato all’interno dei locali.
Indagini in corso per verificare se le due precedenti telefonate minatorie e quest’ultima, possono essere collegate e soprattutto per identificare il colpevole o i colpevoli. Se nelle prime due occasioni la cosa più riprovevole riguardava la paura vissuta da alunni, personale scolatico e genitori, stavolta il rischio è una denuncia per un reato assai più grave, l’interruzione di un pubblico servizio.


