Saturday 30 May, 2026
HomeComunicati stampaParma, smantellata fabbrica clandestina di sigarette

Arrestati 12 stranieri, maxi sequestro di tabacco, macchinari e mezzi

Sono 12 le persone arrestate, 20 le tonnellate di tabacco grezzo, semi lavorato e sigarette già confezionate poste sotto sequestro. 200.000 i pacchetti di “bionde” contraffatte sottratte al mercato nero, smantellati un intero opificio industriale clandestino, con una capacità produttiva di 700.000 sigarette al giorno, unitamente a un deposito situato in provincia. È questo il significativo bilancio del tempestivo intervento operato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Parma che hanno posto fine alle attività illecite di un gruppo di persone che sarebbe dedito alla produzione su vastissima scala di sigarette contraffatte, interrompendo un imponente circuito di evasione delle accise e frode alla fede pubblica.

L’intera attività investigativa ha tratto origine dalle segnalazioni telefoniche giunte ai Carabinieri della Stazione di Parma Oltretorrente da parte di alcuni residenti della zona nord di Parma, lungo la direttrice stradale orientata verso Sorbolo-Mezzani. I cittadini hanno infatti lamentato un incessante e sospetto rumore di macchinari pesanti in funzione, avvertito distintamente persino nelle ore più tarde della notte. Le segnalazioni hanno così acceso un faro su un capannone industriale apparentemente anonimo che, stando alle visure e alle destinazioni d’uso ufficiali, avrebbe dovuto ospitare esclusivamente il ricovero e il rimessaggio di autocaravan e camper, rimanendo teoricamente silenzioso e inattivo per gran parte del tempo.

Per riscontrare i forti sospetti del vicinato, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma hanno immediatamente predisposto un mirato servizio nei pressi del fabbricato, posizionandosi sul campo fin dalle prime ore del mattino del 25 maggio u.s.. Per diverse ore l’area è rimasta silente e inaccessibile, con il cancello carraio chiuso da un robusto lucchetto.

La svolta operativa è arrivata nella tarda mattinata, intorno alle 11:00, quando i militari, abilmente nascosti, hanno registrato l’arrivo di un’autovettura sospetta dalla quale è sceso un uomo che, dopo aver aperto il lucchetto carraio, ha lasciato l’accesso spalancato dietro di sé. Alcuni minuti dopo, i militari hanno visto sopraggiungere un grosso autocarro che si è introdotto nel perimetro della proprietà svoltando verso il retro, diretto verso uno dei portoni carrai dell’edificio lasciato parzialmente socchiuso.

Avendo acquisito il ragionevole e fondato motivo che il mezzo pesante stesse trasportando materiale destinato ad una potenziale attività illecita all’interno della struttura, i Carabinieri hanno deciso di intervenire. Con un’operazione fulminea, i militari hanno fatto irruzione all’interno del capannone passando da un portone carraio posteriore semiaperto. L’azione coordinata del personale del Nucleo Investigativo ha paralizzato ogni tentativo di reazione.

Nel frattempo, il resto dei militari ha fatto accesso nei locali attigui, imbattendosi in una vasta area realizzata con pannellature di cartongesso e parzialmente insonorizzata, dalla quale proveniva il fragore assordante tipico dei macchinari industriali ad alto regime. Superata una prima zona adibita a stoccaggio, gli operanti si sono trovati di fronte a una vera e propria linea di produzione automatizzata in piena produzione. Alla vista dei Carabinieri, le 12 persone presenti hanno interrotto di colpo il lavoro abbandonando le postazioni e fuggendo in massa verso il retro del fabbricato, cercando riparo lungo le scale che conducevano a un’ampia zona soppalcata.

I militari li hanno inseguiti, rinvenendoli e bloccandoli uno ad uno all’interno di tre locali adibiti a dormitori in cui i fuggitivi si erano nascosti. Contemporaneamente, le pattuglie rimaste all’esterno a presidio del perimetro hanno intercettato e immobilizzato il conducente dell’auto che aveva agevolato l’ingresso del camion, bloccando così il suo tentativo di allontanarsi a piedi. Al termine delle concitate e rapide fasi del blitz, 12 uomini, tutti di nazionalità straniera, di origini est europee di età compresa fra i 26 ed i 49 anni sono stati fermati e identificati.

Il quadro emerso dai successivi rilievi tecnici compiuti dai Carabinieri e dal successivo intervento del personale specializzato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Parma, ha portato alla luce quel che appare un polo produttivo clandestino strutturato per operare in completo isolamento, del tutto invisibile all’esterno.

Qui, i 12 fermati avrebbero vissuto in uno stato di totale continuità lavorativa all’interno del capannone. Nella porzione soppalcata sarebbe stata allestita una vera e propria dependance dotata di dormitori con letti fissi, una cucina attrezzata e i servizi igienici, permettendo così ai soggetti ivi rinvenuti di non dover mai abbandonare lo stabile e azzerando i movimenti esterni che avrebbero potuto insospettire il vicinato.

Al momento dell’irruzione dei Carabinieri, i soggetti rinvenuti indossavano indumenti estremamente leggeri e ciabatte, a causa del calore soffocante sprigionato dai macchinari industriali. Verosimilmente per proteggere la produzione da occhi indiscreti ed evitare che i picchi nei consumi elettrici allertassero le società di distribuzione energetica, gli organizzatori dell’attività illecita avrebbero fatto in modo di alimentare l’intero impianto in via del tutto autonoma, sfruttando un imponente generatore di energia a gasolio di dimensioni industriali, installato in un locale appositamente dedicato.

Sorprendente si è rivelato anche l’arsenale tecnologico predisposto a difesa dell’opificio: all’interno di una sorta di cabina di regia è stato rinvenuto un server centrale collegato a un complesso sistema di videosorveglianza esterna, affiancato da dispositivi portatili da polso per il rilevamento di droni e da avanzati video-scanner a banda larga, utilizzati verosimilmente per bonificare l’area da eventuali attività di tracciamento o intercettazione delle Forze dell’Ordine.

L’inventario dei macchinari e dei “prodotti” posti sotto sequestro (del valore di 4 milioni di euro) descrive i contorni di un giro d’affari milionario. I Carabinieri hanno apposto i sigilli a una linea completa e automatizzata per la fabbricazione e il confezionamento delle sigarette, supportata da essiccatori e trituratrici.

Oltre alla linea principale, le perquisizioni condotte all’interno dello stabilimento, nei veicoli e in un secondo capannone d’appoggio individuato in provincia, hanno permesso di sottrarre alla messa in commercio un totale di 20 tonnellate di tabacco, suddiviso tra materia prima grezza e semilavorata stoccata in grandi vasconi di plastica e sigarette già confezionate e imballate in contenitori di cartone (oltre 17 tonnellate rinvenute a Parma e oltre 2,5 tonnellate in provincia).

Pronti per la spedizione e la vendita al dettaglio, i Carabinieri hanno trovato oltre 4 milioni di sigarette contraffatte di un celebre brand internazionale, con i pacchetti tutti contrassegnati dal medesimo numero di matricola seriale e riportanti una falsa indicazione di produzione.

La perquisizione ha inoltre portato al rinvenimento di un’ingente quantità di materiali accessori fondamentali per il confezionamento industriale, tra cui spiccano 13 bancali colmi di filtri e carte speciali, quintali di cartoncini preformati con i loghi contraffatti, bobine di pellicola in PVC per il nastro di sigillo e numerosi bidoni di colla industriale.

Secondo le ipotesi investigative, gli indagati avrebbero agito in concorso tra loro con l’esplicito obiettivo di commercializzare prodotti contraffatti e di sottrarsi integralmente all’accertamento e al pagamento delle accise sui tabacchi lavorati, disegno -questo- adeguatamente neutralizzato grazie al tempestivo intervento dei militari dell’Arma.

Al termine delle attività investigative svolte, i 12 uomini sono stati arrestati e condotti nel carcere di Parma con l’accusa di essere i presunti autori, in concorso tra loro, di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui tabacchi lavorati, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.

Il Pubblico Ministero di turno esterno -con ampia ed articolata motivazione- ha condiviso l’impostazione data dai carabinieri, chiedendo al GIP la convalida degli arresti, con la custodia in carcere per tutti, ad eccezione del conducente del camion, per il quale ha chiesto gli arresti domiciliari.

All’esito della prescritta udienza di convalida -durante la quale ciascuno ha avuto modo di esporre le ragioni a propria difesa- il G.I.P. del Tribunale di Parma ha convalidato l’arresto, disponendo la misura custodiale in carcere per 11 arrestati, e gli arresti domiciliari per l’autista del camion.

Si sottolinea che le persone arrestate sono, al momento, solo indiziate di reato e che la loro posizione sarà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso del procedimento, con una sentenza definitiva che sarà emessa solo in caso di condanna passata in giudicato, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.

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Comunicato Stampa