Il tema “Umanità Aumentata” dialoga con l’enciclica di Papa Leone XIV
L’innovazione come strumento al servizio delle persone e non come fine. È questo il cuore di Jazz’Inn 2026, il Living Lab di innovazione collaborativa promosso dalla Fondazione Ampioraggio, che celebra la sua decima edizione con il tema “Umanità Aumentata – persone oltre la tecnologia”.
Un’edizione che, secondo gli organizzatori, trova una forte sintonia con Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone XIV dedicata alla tutela della persona nell’epoca dell’intelligenza artificiale.
A sottolineare questo legame è Giuseppe De Nicola, direttore generale della Fondazione Ampioraggio, che evidenzia come il messaggio del pontefice richiami la stessa visione alla base del progetto: la tecnologia non può sostituire l’uomo, ma deve restare uno strumento capace di migliorare comunità, territori e qualità della vita.
“L’intelligenza artificiale non è neutrale, ma assume il volto di chi la progetta e la utilizza – osserva De Nicola –. Per questo Jazz’Inn vuole creare spazi di confronto nei quali imprese, startup, istituzioni e comunità possano interrogarsi insieme sul futuro dell’umanità nell’era digitale”.
Due appuntamenti tra Ostra e Roma
L’edizione 2026 raddoppia e si svilupperà in due appuntamenti complementari: dal 29 giugno al 3 luglio a Ostra, in provincia di Ancona, e dal 9 al 13 novembre a Roma.
Una scelta pensata per mettere in dialogo borghi e grandi città, aree interne e metropoli, costruendo ponti tra territori, ricerca, servizi e innovazione.
Il format di Jazz’Inn si basa sul modello dell’open innovation: startup, PMI, microimprese, amministrazioni pubbliche, ricercatori e team di aspiranti imprenditori si confrontano attorno a problemi concreti e progetti di sviluppo, con l’obiettivo di creare soluzioni applicabili ai territori.
Le aree di interesse spaziano dall’agritech al turismo, dalla digital health alla mobilità, passando per smartlands, energia, circular fashion, heritage e sostenibilità, con particolare attenzione a tecnologie come intelligenza artificiale, blockchain, Internet of Things, realtà aumentata e reti 5G.
Ostra diventa un laboratorio diffuso di innovazione
Durante la tappa marchigiana, Ostra diventerà un vero e proprio “demo smart lab”, grazie alla collaborazione con alcuni soci della Fondazione Ampioraggio che metteranno a disposizione soluzioni tecnologiche pensate per ridurre l’isolamento delle aree interne. Gli amministratori e i partecipanti provenienti da tutta Italia potranno così sperimentare strumenti e modelli replicabili nei rispettivi territori, con l’obiettivo di rafforzare servizi, connessioni e qualità della vita nei piccoli centri.
Secondo De Nicola, la sfida più importante non riguarda la tecnologia in sé, ma la capacità di preservare e valorizzare l’intelligenza relazionale, etica e comunitaria.
“Jazz’Inn costruisce da dieci anni luoghi di ascolto e collaborazione dove il valore nasce dall’incontro tra differenze e contaminazione delle idee”, sottolinea il direttore generale della Fondazione.
L’apertura con “Madri della Pace”, un dialogo tra Palestina e Israele
L’edizione di Ostra si aprirà il 29 giugno con “Madri della Pace. Costruire la Pace, seminare la Speranza”, un incontro in collegamento dalla Palestina che vedrà protagoniste una madre palestinese e una israeliana accomunate dalla perdita dei rispettivi figli in guerra.
L’iniziativa, fortemente voluta dalla presidente della Fondazione Ampioraggio Giovanna Ruggiero, sarà trasmessa con traduzione simultanea e rappresenterà uno dei momenti più significativi dell’intera manifestazione.
Tecnologia e umanità, una sfida per il futuro
Per gli organizzatori, il concetto di “Umanità Aumentata” non richiama un uomo sostituito o potenziato artificialmente, ma un’umanità capace di crescere grazie alla cooperazione, alla creatività e all’intelligenza collettiva.
Una visione che si lega idealmente al messaggio contenuto nell’enciclica Magnifica Humanitas, sintetizzato nell’espressione “Restare umani nel tempo degli algoritmi”. Jazz’Inn 2026 punta così a trasformare l’innovazione in uno strumento concreto di sviluppo sostenibile, capace di mettere al centro relazioni, territori e comunità.


