Storie di coach davanti ad un caffè
Era accaduto qualche settimana fa con Marcello Ghizzinardi, una intervista – rivelatasi poi un commiato – davanti ad un caffè fumante, sorseggiato tra una parola e l’altra, è capitato di nuovo con Max Milli: non ci sentivamo da tempo, più o meno dal periodo che abbiamo condiviso nel Vallesina Basket; è bastato un colpo di telefono per avere il piacere di rivedersi dopo qualche tempo. In attesa di conoscere la sua prossima panchina, abbiamo parlato dei bei tempi.
«Un lungo periodo a Jesi, compreso l’anno della promozione in A/1 poi dove ti ha portato il basket?»
«Dopo la storica avventura sportiva con la Sicc è arrivato il matrimonio con Roberta Ronci, conosciuta durante l’ultimo anno di contratto con l’Aurora, così ho fatto una scelta di cuore, ho pensato che non avrebbe avuto senso continuare a “girare il mondo” attraverso il basket professionistico, con un matrimonio tutto da costruire. Allora ho deciso di fermarmi e sono entrato in una società locale sia come allenatore che come dirigente con l’idea di costruire un settore giovanile, il Vallesina Basket. L’avventura è durata otto anni, nel periodo dei massimi risultati abbiamo raggiunto numeri importanti: più di 300 bambini lungo tutta la Vallesina, con più di 10 allenatori coinvolti; abbiamo tenuto corsi in tanti paesi, Castelbellino, Staffolo, Cupra, Moie, Montecarotto, Ostra, Serra de Conti, Angeli di Rosora, Serra San Quirico, Apiro, Arcevia. In quel periodo abbiamo tenuto lezioni nelle scuole elementari di questi paesi, facendo conoscere il basket a più di 10.000 bambini. Abbiamo portato canestri nelle scuole, sensibilizzato i comuni a costruire campetti all’aperto ed avviato camp estivi in collaborazione con le amministrazioni. Abbiamo raggiunto la serie D con la prima squadra, portando una squadra in ogni categoria giovanile, under19, 17, 15, 14, 13, minibasket. Sono stati anni intensi concentrati sulla costruzione.»
«Quand’è stato che hai sentito il “richiamo della foresta?»
«Dopo tanti anni il richiamo dell’agonismo si è rifatto sentire. Ne ho parlato con mia moglie e abbiamo deciso insieme che era giunto il momento per tornare ad allenare squadre senior, così ho contattato il mio attuale procuratore Claudio Bomba Bonaccorsi, ed un po’ alla volta, dopo 8 anni che sono tanti, ho ripreso ad allenare le squadre senior. Ho fatto Ruvo in serie C, Domodossola in serie B1, Fabriano in B1 come vice, Arezzo in C per due anni, e infine Pordenone, quattro anni in B Interregionale con una promozione dalla C e una finale per la B nazionale.»
«Insomma, non ti sei fatto mancare niente. Tornando al tuo periodo passato a Jesi, che ricordi ti porti dietro?»
«Il periodo di Sicc e poi Fileni come assistente allenatore è stato tra i più belli della mia carriera insieme ai cinque anni passati alla Virtus Bologna e l’anno all’università di Syracuse negli Stati Uniti. A Jesi sono stati cinque anni molto belli a livello cestistico, i ricordi più belli la promozione dalla A2 alla A1 e la conquista della Coppa Italia di Lega2. Aggiungo che aver avuto la possibilità di lavorare con Gresta, Subotic, Capobianco e indirettamente un anno con Banchi, sicuramente mi ha aiutato tanto a crescere come coach.»
«Vista dall’esterno, che idea ti sei fatto dell’attuale momento del basket jesino?»
«Vista dal di fuori, l’attuale situazione del basket jesino, sembra vivere un momento di importanti cambiamenti. Al momento c’è molta competizione ma anche molta frammentazione. Vedremo cosa succederà nei prossimi anni.»


