Wednesday 27 May, 2026
HomeAttualitàIl cinema d’animazione entra nel carcere di Montacuto con “Faccio Corto!”

Il cinema d’animazione come specchio per guardarsi dentro, come linguaggio per raccontarsi e come ponte verso il mondo esterno. Presso la Sezione Protetti della Casa Circondariale di Ancona Montacuto è entrato nel vivo “Faccio Corto!”, un progetto innovativo che utilizza l’arte cinematografica e la stop-motion come strumenti di auto-narrazione, espressione artistica e lavoro di squadra per le persone detenute.

L’iniziativa è ideata e realizzata da Arci Jesi Fabriano in collaborazione con NotteNera, con il sostegno di Antigone Marche e il finanziamento dei fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.

«È il quarto anno che Arci Jesi-Fabriano si impegna in progetti all’interno degli istituti penitenziari marchigiani», spiega il presidente Ruggero Fittajoli. «Per noi e per gli operatori è una sfida sempre nuova e affascinante operare in questi contesti ai margini della società, in cui la creatività e il racconto di sé possono diventare strumenti di relazione e, magari, opportunità di ripensarsi».

Il percorso: dal cineforum alla creazione di un cortometraggio

“Faccio Corto!” nasce per colmare la carenza di opportunità formative continuative in contesti complessi, unendo la pratica artistica alla ricerca antropologica. Il progetto si articola in diverse fasi, dentro e fuori il carcere:

  • La formazione degli operatori: Tra marzo e aprile, Antigone ha curato un corso di formazione (giunto alla sua sesta edizione e molto partecipato) per fornire agli operatori del terzo settore gli strumenti necessari per muoversi efficacemente nella realtà carceraria.
  • Il Cineforum d’autore: All’interno del penitenziario, la regista Benedetta Sani sta guidando i partecipanti alla scoperta dei linguaggi creativi del cinema d’animazione attraverso una rassegna di cortometraggi d’autore internazionali.
  • Il Laboratorio pratico: Un workshop intensivo di 36 ore porterà i detenuti a realizzare un vero e proprio mini-film in stop-motion. Il laboratorio vede il coinvolgimento di professionisti del settore: i registi e videomaker Matteo Giacchella e Alessandro Tarabelli curano la parte visiva, mentre il musicista Daniele Gatto (in arte Mivergogno) si occupa della colonna sonora e dell’audio.

Una preziosa ricerca sul campo

A dare un valore aggiunto e scientifico al progetto è la presenza dell’antropologa Valeria Bochi, che sta conducendo una ricerca etnografica sull’impatto e sui significati che questa esperienza genera nei partecipanti. Si tratta di un’attività di monitoraggio purtroppo rara in questo tipo di interventi, ma fondamentale per offrire una lettura più profonda dei percorsi di riabilitazione.

Portare il “dentro” verso il “fuori”: la restituzione al territorio

Il progetto non rimarrà chiuso tra le mura di Montacuto. Nella seconda metà dell’anno è prevista una fitta fase di divulgazione per restituire alla cittadinanza i frutti del lavoro svolto.

Cortometraggio in stop-motion. Presentato in vari contesti grazie al Comune di Jesi (Assessorato ai Servizi sociali) e al Dorico International Film Festival di Ancona.

Ricerca Etnografica. Pubblicazione dei dati e delle analisi qualitative a cura di Valeria Bochi.

Handbook Metodologico. Un manuale d’uso curato dalla docente Alice Tisba, pensato come guida per chiunque voglia intraprendere percorsi artistici in carcere.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.