Dalla costa all’entroterra, la regione punta su festival, borghi e identità territoriali
Le Marche si preparano all’estate 2026 con una stagione all’insegna della cultura, dei grandi eventi e di un turismo sempre più internazionale. A tracciare il bilancio e le prospettive della regione è ATIM – Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione delle Marche, che conferma una crescita costante delle presenze e un rafforzamento del posizionamento delle Marche come destinazione autentica e sostenibile.
Dai festival musicali alle rievocazioni storiche, passando per lirica, borghi e natura, il territorio marchigiano punta su un’offerta diffusa che coinvolge costa ed entroterra.
Turismo in crescita: +2,6% di presenze nel 2025
Secondo i dati dell’Osservatorio del turismo regionale, il 2025 si è chiuso con oltre 11,7 milioni di presenze turistiche, segnando un incremento del 2,6% rispetto all’anno precedente.
Particolarmente significativa la crescita del turismo internazionale, aumentato del 6,7%.
“La domanda straniera si concentra nei mercati europei consolidati come Germania, Svizzera e Paesi Bassi, ma registriamo dinamiche interessanti anche dai Paesi scandinavi e dal Nord America, in particolare dagli Stati Uniti”, spiega Marina Santucci, direttrice di ATIM.
Secondo Santucci le Marche stanno guadagnando visibilità come alternativa alle mete più affollate grazie a un’offerta fondata su autenticità, qualità della vita e valorizzazione del paesaggio.
Dalle spiagge ai borghi: una regione sempre più diffusa
La costa adriatica continua a rappresentare uno dei principali poli turistici regionali, tra località balneari e scenari naturalistici come il Parco del Conero.
Ma cresce anche l’attrattività dell’entroterra, con colline, vigneti, cammini e borghi storici sempre più al centro dell’esperienza turistica. Tra questi spicca Cingoli, proclamato Borgo dei Borghi 2026.
Importante anche il ruolo delle città d’arte, a partire da Ancona, recentemente nominata Capitale Italiana della Cultura 2028.
A completare l’offerta ci sono i Monti Sibillini, meta ideale per trekking, escursionismo e mountain bike, insieme alle eccellenze enogastronomiche regionali come Verdicchio, Rosso Conero, vincisgrassi e tartufo.
Grandi eventi protagonisti dell’estate marchigiana
Il calendario estivo si conferma uno dei principali motori di attrattività turistica della regione.
Tra gli appuntamenti più attesi figurano il Summer Jamboree di Senigallia, il Macerata Opera Festival e il Rossini Opera Festival di Pesaro, che confermano il ruolo delle Marche nel panorama internazionale della musica e della lirica.
Accanto ai grandi festival trovano spazio anche le rievocazioni storiche come la Quintana di Ascoli Piceno e la Cavalcata dell’Assunta di Fermo. Sempre più rilevanti anche gli eventi dedicati ai nuovi pubblici, come il Montelago Celtic Festival di Serravalle del Chienti e l’Adriatic Sound Festival di Fano.
L’analisi territoriale evidenzia una crescita significativa anche nelle aree interne della regione.
Se Ancona e Pesaro restano le province con il maggior numero di presenze turistiche, sono Fermo e Ascoli Piceno a registrare gli aumenti più rilevanti negli arrivi, con punte superiori al 13%. Anche la provincia di Macerata consolida il proprio ruolo con oltre 1,6 milioni di presenze.
Le Marche puntano sul turismo esperienziale
“Gli eventi rappresentano una leva strategica decisiva perché ampliano i periodi di visita e rafforzano il racconto del territorio”, sottolinea ancora Marina Santucci.
L’obiettivo della regione è proseguire su una traiettoria fondata su sostenibilità, identità territoriale e internazionalizzazione, valorizzando un modello turistico sempre più distribuito e legato alle esperienze. Per l’estate 2026 le prospettive restano dunque positive, con una crescita attesa soprattutto sul fronte del turismo estero e un ruolo sempre più centrale delle Marche tra le destinazioni emergenti del panorama italiano.



