Colpito il traffico di stupefacenti gestito da due organizzazioni criminali. Le indagini di Polizia e Carabinieri svelano l’asse delle droghe pesanti con Campania, Calabria e i canali albanesi a Roma
PALERMO – Scattata all’alba una imponente operazione antimafia e antidroga nel capoluogo siciliano. Su delega della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Palermo, le forze dell’ordine hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale locale, nei confronti di 26 persone.
I soggetti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (art. 74 d.P.R. 309/90) e spaccio. In uno dei casi contestati, l’accusa è pesantemente aggravata dal cosiddetto metodo mafioso.
L’asse delle indagini: Polizia e ROS insieme contro i clan
Il successo dell’operazione è il frutto di una stretta sinergia investigativa tra la Squadra Mobile della Questura di Palermo e il R.O.S. (Raggruppamento Operativo Speciale) dei Carabinieri, che hanno lavorato sotto il costante coordinamento della DDA palermitana.
Le indagini hanno permesso di mappare i canali di rifornimento e la capillarità delle piazze di spaccio in tre storici quartieri della città:
- Villagrazia
- Santa Maria di Gesù
- Villaggio S. Rosalia
I canali di approvvigionamento: Calabria, Campania e la pista albanese
L’attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato ha scoperchiato l’esistenza di due distinte organizzazioni criminali dedite all’importazione e allo smercio di ingenti quantitativi di droghe sia pesanti che leggere. Per i rifornimenti, i clan palermitani facevano affidamento su solidi contatti con fornitori calabresi e campani.
Parallelamente, gli accertamenti del R.O.S. dei Carabinieri si sono concentrati sulla famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù. Anche in questo filone è emersa una struttura stabilmente organizzata e focalizzata sul traffico di cocaina. In questo caso, oltre alla sponda calabrese, i militari hanno individuato un canale di approvvigionamento gestito da un soggetto di nazionalità albanese operante nell’area di Roma.
Schieramento di forze per il blitz
Il blitz nelle prime ore del mattino ha visto l’impiego di un massiccio dispositivo di sicurezza. Per la Polizia di Stato sono scesi in campo gli agenti della Squadra Mobile, del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale, della Polizia Scientifica e diverse Unità del Reparto Cinofili.
L’Arma dei Carabinieri ha invece impiegato i militari del R.O.S. e del Comando Provinciale di Palermo, supportati dalle unità cinofile e dalle A.P.I. (Aliquote di Primo Intervento).



