Sabato 23 maggio al Federico II specialisti a confronto sulle nuove terapie e sull’approccio multidisciplinare
Psoriasi e malattie infiammatorie croniche intestinali al centro di un confronto scientifico multidisciplinare a Jesi. Sabato 23 maggio il Federico II ospiterà un congresso dedicato alle patologie infiammatorie croniche immunomediate, promosso dalla Unità Operativa di Dermatologia dell’Ospedale Carlo Urbani di Jesi e presieduto dal dottor Massimiliano Nicolini.
L’incontro, accreditato ECM, vedrà la partecipazione di specialisti provenienti da diverse discipline mediche che si confronteranno sui più recenti sviluppi scientifici e terapeutici.
Patologie diverse ma con meccanismi comuni
Psoriasi e malattie infiammatorie croniche intestinali condividono infatti importanti meccanismi patogenetici e numerose comorbidità, con conseguenze significative sulla qualità della vita dei pazienti.
Al centro del congresso ci sarà il ruolo dell’asse immunologico, considerato uno dei principali elementi coinvolti nella genesi e nel mantenimento dell’infiammazione a livello cutaneo, intestinale e sistemico.
L’obiettivo sarà approfondire le connessioni tra queste patologie e le nuove possibilità terapeutiche offerte dalla ricerca scientifica.
Nuove molecole e medicina personalizzata
Con l’introduzione di farmaci innovativi a bersaglio selettivo, il trattamento delle malattie infiammatorie croniche sta infatti attraversando una fase di forte evoluzione.
Secondo gli organizzatori emerge sempre più la necessità di un approccio multidisciplinare capace di personalizzare le cure, individuare biomarcatori predittivi di risposta e definire strategie integrate per la gestione dell’infiammazione sistemica.
L’importanza del lavoro multispecialistico
Il congresso punterà inoltre a evidenziare il valore della collaborazione tra diverse figure specialistiche per identificare precocemente eventuali comorbidità e ottimizzare le strategie terapeutiche.
Un approccio condiviso che, secondo gli esperti, può contribuire a ridurre lo stato infiammatorio sistemico e migliorare nel breve e lungo periodo la qualità della vita dei pazienti.


