Giovedì 21 maggio al Cinema Odeon 6 la proiezione del film di Simone Alessandrini diretto da Alessandro Beltrame
Un racconto intenso e profondamente umano per restituire memoria, dignità e voce ai territori colpiti dal terremoto del 2016 nelle Marche.
Giovedì 21 maggio alle ore 20.30 il Cinema Odeon 6 ospiterà l’anteprima regionale del documentario 142 secondi – Il battito della terra, ideato dal giornalista ascolano Simone Alessandrini e diretto da Alessandro Beltrame.
L’opera propone uno sguardo autentico sulle ferite lasciate dal sisma e sulla capacità delle comunità dell’Appennino marchigiano di resistere, ricostruire e custodire la propria identità.
Il documentario selezionato al Trento Film Festival
Il film è stato selezionato alla 74ª edizione del Trento Film Festival, una delle più importanti rassegne internazionali dedicate alla montagna e al racconto dei territori.
In occasione del festival, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission hanno inoltre promosso una mostra fotografica con immagini tratte dal documentario e dal backstage, valorizzandone la forza visiva e documentaria.
L’anteprima ascolana sarà introdotta da un talk condotto da Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission, in dialogo con l’autore Simone Alessandrini.
Agostini: “Un racconto autentico di memoria e rinascita”
“A dieci anni dal sisma, questo documentario entra nei luoghi, nelle persone e nella tenacia di una comunità che ha saputo andare avanti senza dimenticare”, sottolinea Andrea Agostini.
“Oltre alle ferite lasciate dal terremoto, racconta la capacità di reagire, il legame con il territorio, la memoria condivisa e il desiderio di ricostruire giorno dopo giorno un senso di futuro”.
Secondo Agostini, il lavoro dimostra come il cinema documentario possa diventare “strumento di memoria, coscienza e responsabilità civile”, restituendo dignità e complessità a territori spesso raccontati soltanto nei momenti di emergenza.
Dai borghi di Arquata al Monte Vettore
Attraversando l’area di Arquata del Tronto, il documentario conduce lo spettatore tra borghi feriti dal terremoto, sentieri montani e paesaggi dell’Appennino, fino al Monte Vettore e al Rifugio Tito Zilioli.
Il racconto prende forma attraverso le testimonianze di donne e uomini che hanno scelto di rimanere e continuare a vivere in questi territori, intrecciate con immagini d’archivio realizzate da fotografi e videomaker nei mesi successivi alle scosse del 2016.
Ne emerge una memoria collettiva che supera il racconto dell’emergenza e restituisce la vitalità di un territorio ancora capace di guardare al futuro.
“Ho sentito il bisogno di raccontare questi luoghi partendo dalle persone che li abitano e dalla loro quotidianità, lontana dai riflettori ma ricca di forza e dignità”, spiega Simone Alessandrini. “Il sisma ha lasciato segni profondi, ma ha anche fatto emergere un legame fortissimo con la propria terra, con le montagne e con un’idea di appartenenza che resiste nel tempo”.
Il documentario nasce così come “un atto di ascolto e restituzione”, con l’obiettivo di raccontare una realtà che continua a vivere e trasformarsi nonostante le difficoltà.
Il sostegno del mondo outdoor e del BIM Tronto
La realizzazione del documentario è stata supportata anche da importanti marchi del settore outdoor come AKU, Montura e Ferrino.
Fondamentale anche la collaborazione del BIM Tronto presieduto da Luigi Contisciani, da anni impegnato nella valorizzazione culturale e territoriale delle aree appenniniche colpite dal sisma, anche attraverso iniziative come il Festival dell’Appennino.


