PERO (MI) – Un’operazione congiunta ad alto impatto ha acceso i riflettori sul fenomeno dello sfruttamento lavorativo nell’hinterland milanese. Nella mattinata di giovedì 14 maggio 2026, i Carabinieri della Compagnia di Rho hanno condotto un servizio straordinario di controllo del territorio all’interno di un’azienda tessile di Pero, volto a verificare la regolarità delle condizioni di lavoro e a contrastare il fenomeno del caporalato.
L’ispezione ha visto il dispiegamento di un massiccio dispositivo di sicurezza e controllo. Insieme ai militari di Rho hanno operato gli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Milano e il personale civile dell’Ispettorato del Lavoro, supportati dall’alto da un velivolo del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Orio al Serio (BG).
I numeri del controllo: lavoratori irregolari e clandestinità
Nel corso delle attività, le forze dell’ordine hanno proceduto all’identificazione e al controllo di 26 lavoratori presenti all’interno della ditta. La mappa della forza lavoro impiegata nello stabilimento ha rivelato una netta prevalenza di manodopera straniera:
- 23 lavoratori di origine cinese
- 3 lavoratori di nazionalità italiana
Al termine degli accertamenti, sono scattate le denunce per i vertici dell’azienda. I titolari – un uomo di 59 anni e una donna di 48 anni, entrambi italiani – sono stati deferiti in stato di libertà. Le accuse a loro carico riguardano l’impiego di cittadini stranieri privi di regolare permesso di soggiorno e svariate violazioni connesse al lavoro nero e irregolare.
Sicurezza carente e chiusura immediata
Il quadro emerso dall’ispezione si è rivelato critico non solo sul fronte contrattuale, ma anche su quello della tutela della salute dei lavoratori. Sono state infatti riscontrate e contestate numerose violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
La gravità della situazione complessiva ha fatto scattare provvedimenti immediati e pesanti sanzioni economiche:
Sospensione immediata dell’attività imprenditoriale.
Sanzioni pecuniarie per un ammontare complessivo di oltre 52.000 euro.
L’operazione si inserisce nel più ampio piano di monitoraggio che le forze dell’ordine e gli organi ispettivi stanno portando avanti nella provincia di Milano per emersione del lavoro sommerso e per la difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori.



