ANCONA – Architettura, yacht design, ospitalità diffusa e valorizzazione del territorio. Sono questi i temi cardine che hanno animato la prima tappa di Vette e Onde Experience 2026, il format itinerante dedicato all’evoluzione del turismo contemporaneo. Per inaugurare il nuovo ciclo di incontri intitolato “Destinazioni Insolite”, la manifestazione ha scelto come cornice la suggestiva Mole Vanvitelliana di Ancona, città recentemente nominata Capitale Italiana della Cultura 2028.
L’evento ha registrato un grande successo, radunando oltre 100 protagonisti del settore tra architetti, investitori, operatori dell’hospitality, aziende e massimi esperti della nautica. Un tavolo di confronto volto a tracciare le nuove traiettorie dell’accoglienza, muovendosi tra waterfront, slow tourism, hotellerie evoluta e tutela del paesaggio.
“Con Vette e Onde Experience 2026 vogliamo intensificare il dialogo tra tutti gli attori che contribuiscono a trasformare un territorio – dalle istituzioni agli investitori, fino ai progettisti e agli operatori – per costruire nuove visioni di sviluppo condiviso”, ha spiegato Marisa Corso, CEO di MC International e ideatrice-curatrice del progetto, nato da un’idea condivisa con le architette Ambra Piccin e Monica Gasperini. “Ancona rappresenta oggi un’opportunità straordinaria per attivare investimenti e nuovi progetti legati all’ospitalità”.
Ancona da luogo di passaggio a meta turistica
I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Daniele Beradinelli, Assessore al Turismo e Borghi del Comune di Ancona, e di Gloria Vitali, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Ancona.
L’Assessore Berardinelli ha tracciato una linea strategica chiara per il futuro della città: “Stiamo cercando di proporre alla Regione un progetto che possa affiancare la città di Ancona alla fiera della nautica a Cannes, un evento a cui sono interessati i nostri costruttori e cantieri, con importanti ricadute turistiche. La nostra città non è ancora conosciuta fino in fondo come destinazione; spesso è stata considerata un luogo di passaggio, ma ha tutte le carte in regola per diventare una meta a tutti gli effetti”.
Il primo panel: Marche tra nuovo lusso e mobilità integrata
Il dibattito è entrato nel vivo con il primo panel, “Le Marche: nuovo lusso e slow tourism”, moderato da Antonella Cotta Ramusino. Dal confronto tra i relatori è emersa la necessità di superare la vecchia concezione di accoglienza, puntando su modelli integrati capaci di fondere esperienza, mobilità, design e paesaggio.
- La mobilità come esperienza: Marco Girotto, General Manager Trains di La Dolce Vita Orient Express, ha evidenziato come il concetto di lusso si stia ridefinendo: “Il lusso oggi non è più legato soltanto alla destinazione finale, ma alla qualità del tempo vissuto durante il viaggio. Il treno può trasformarsi in una vera esperienza di ospitalità in movimento, dove lentezza e scoperta del territorio sono parte integrante del soggiorno. Lo stesso sta accadendo nella nautica con hotel galleggianti e yacht esperienziali”.
- Destinazioni inesplorate: Un punto di vista condiviso da Raffaella Peloso (Senior Director e Head of Valuation Hotels Italy di CBRE), che ha ricordato l’importanza di “ampliare lo sguardo verso destinazioni ancora poco esplorate ma con un forte potenziale di sviluppo, integrandole in una visione più ampia”.
- Ingegneria e relazioni: Marco Bognolo (Vice President Basic Design di Fincantieri) ha posto l’accento sul valore delle sinergie umane, spiegando “quanto amicizia e professionalità siano le basi per progetti di successo, nel lavoro e nella vita”.
- Tecnologia e territorio: Al tavolo hanno portato il loro prezioso contributo anche Maurizio Minossi (Presidente di AMYC), il designer svedese Fredrik Johansson (Co-Founder Tillberg Design of Sweden), che ha lodato la qualità del networking generato, e Alejandra Obregon (luxury yacht and superyacht design executive), che ha definito l’appuntamento come “un summit di approfondimento sulle tecnologie più avanzate che stanno guidando l’innovazione e ridefinendo gli standard della cantieristica contemporanea, in una città dal fascino inaspettato”.
La lectio magistralis di Luca Dini: il mare come laboratorio
Uno dei momenti più attesi della giornata è stata la lectio magistralis dell’architetto Luca Dini, fondatore dello studio internazionale LUCA DINI Design & Architecture. Nel suo intervento, incentrato sul profondo legame tra yacht design, architettura e paesaggio, Dini ha descritto il mare come un vero e proprio “laboratorio di ricerca progettuale e non solo come orizzonte”.
Secondo il celebre progettista, la nautica rappresenta oggi la massima espressione della cultura del progetto italiano, un settore in cui si concentrano le sfide più complesse dell’architettura contemporanea: “l’equilibrio tra forma e funzione, l’integrazione tra ingegneria e artigianalità, la capacità di progettare spazi sofisticati in un contesto mobile e in costante dialogo con l’ambiente naturale”.
Dal mare all’entroterra: l’autenticità sussurrata
La seconda parte della giornata, introdotta dall’Assessore regionale allo Sviluppo Economico Giacomo Bugaro e moderata dal giornalista de Il Resto del Carlino Giacomo Giampieri, ha spostato i riflettori sulle potenzialità dell’entroterra con il talk “Le Marche: dal mare all’entroterra, il connubio perfetto”.
Il panel ha visto la partecipazione di grandi firme della progettazione e dell’hotellerie: Luca Boldrini (FM Architettura), Guido Guidi (The Begin Hotels), Marco Gilardi (Minor Hotels), Alessandro Massari (Massari Design), Laura Pomponi (Luxury Projects Atelier), Marco Piva (Studio Marco Piva) e Alessio Zambito (B&B Hotels Italia).
Solidità e sostenibilità: Marco Gilardi (Minor Hotels) ha illustrato le strategie di espansione del gruppo in Italia (con il lancio dei brand Colbert Collection, Minor Reserve Collection, The Wolseley Hotels e iStay by NH) e ha aggiunto: “Se guardiamo a territori come le Marche, il tema oggi è rendere sostenibile quanto già esiste, attraverso accessibilità, servizi integrati e una visione gestionale solida nel tempo”.
Il lusso del tempo: Guido Guidi (The Begin Hotels) ha invece offerto una riflessione poetica sulla natura dell’ospitalità moderna, che deve essere “sussurrata e realizzata in luoghi ricchi di storia… atmosfere che non urlano, ma che hanno il sapore dell’autenticità. Perché, oggi, il vero lusso è il Tempo. Tempo per osservare, per respirare, per riconnettersi”.
Hub creativo: In chiusura, l’architetto Marco Piva ha voluto sottolineare il valore strategico del format: “Vette e Onde si conferma come un momento di aggregazione e di incontro strategico tra gli attori del mondo creativi e i protagonisti del made in Italy geniale”.
I prossimi appuntamenti
Conclusa con successo la tappa marchigiana, il viaggio di Vette e Onde Experience 2026 è appena cominciato. Il percorso di networking e riflessione sul futuro del turismo proseguirà il 26 giugno sul Lago Maggiore, presso il Castello Dal Pozzo, per poi concludersi il 18 settembre in Trentino-Alto Adige con gli ultimi due appuntamenti dell’anno.



