Tuesday 12 May, 2026
HomeItaliaCronaca ItaliaOperazione “Ali libere”: maxi stangata al bracconaggio nel sud Sardegna

CAGLIARI – Un’offensiva senza precedenti contro il bracconaggio ha scosso le province di Cagliari, Oristano e del Sud Sardegna nelle ultime settimane. I Carabinieri Forestali, nell’ambito dell’operazione denominata “Ali Libere”, hanno smantellato una fitta rete di illegalità legata alla cattura di avifauna selvatica e ungulati, portando alla denuncia di 15 persone.

L’intervento è stato coordinato dal Nucleo CITES di Cagliari, con il supporto della Sezione Operativa Antibracconaggio (SOARDA) e la collaborazione delle Stazioni Territoriali locali. L’area interessata è considerata un “Black Spot” nazionale, una delle sette zone d’Italia dove il bracconaggio è piaga endemica.

I numeri del blitz: sequestri e rischi penali

L’attività investigativa ha permesso di individuare diverse tipologie di reati, che vanno dal furto venatorio alla ricettazione. Ecco il bilancio dettagliato delle operazioni:

  • Lacci e trappole per ungulati: Due persone a Cagliari sono state colte mentre piazzavano lacci metallici. Sequestrati 24 congegni; i soggetti rischiano fino a 3 anni di reclusione.
  • Caccia in periodo di divieto: Nel Sud Sardegna, due bracconieri sono stati sorpresi a cacciare quando la stagione venatoria era già chiusa, utilizzando micidiali trappole a molla. Per loro è prevista la revoca del porto d’armi e ammende fino a 5.000 euro.
  • Furto venatorio e gabbie-trappola: Tre soggetti sono stati denunciati per aver catturato specie protette con gabbie attive.
  • Ricettazione di specie protette: La situazione più grave riguarda cinque persone trovate in possesso di numerosi esemplari di provenienza illecita. In questo caso, le pene sono severissime: reclusione da 2 a 8 anni.
  • Incauto acquisto: Tre cittadini sono stati deferiti per aver acquistato esemplari protetti senza verificarne la provenienza legale.

Biodiversità del valore di 26.000 euro

Al centro del sequestro vi sono 131 esemplari vivi di avifauna migratoria: verdoni, cardellini, lucherini, verzellini e la rara calandra, una specie a forte rischio estinzione. Il valore di questi uccelli sul mercato nero è stimato intorno ai 26.000 euro.

“L’utilizzo di trappole non selettive costituisce una minaccia letale per la biodiversità”, spiegano i Carabinieri Forestali. “Specie come la calandra sono in forte regressione e ogni esemplare sottratto alla natura altera l’equilibrio della catena alimentare e la conservazione degli habitat.”

Tutti gli uccelli vivi sono stati trasferiti al Centro di Recupero (CRAFS) di Monastir, gestito dall’Agenzia Forestas. Dopo le cure e la riabilitazione, sono stati finalmente reimmessi in libertà.

Bonifica del territorio

Non solo denunce, ma anche un’azione di pulizia ambientale. Grazie al supporto dei volontari, sono stati bonificati numerosi sentieri disseminati di trappole aeree. Purtroppo, in alcuni di questi dispositivi sono stati rinvenuti esemplari già privi di vita, tra cui pettirossi e tordi, a testimonianza della crudeltà e della spregiudicatezza dei metodi utilizzati dai bracconieri.

L’operazione resta un segnale forte dello Stato in difesa del patrimonio faunistico della Sardegna, ricordando che, nel rispetto della presunzione di innocenza, l’azione di vigilanza proseguirà senza sosta per tutelare gli ecosistemi dell’isola.

Autore

Cristina Carnevali

Di professione avvocato, fondatrice di capocronaca.it. Già collaboratrice e direttore editoriale per realtà locali, vincitrice del Premio giornalistico "Giuseppe Luconi" 2020 nella sezione "quotidiani on line delle Marche", oggi guida della redazione di capocronaca.it. Appassionata di sport, ha fatto i primi servizi sul campo, per poi occuparsi a 360° dell'editoria e della comunicazione.