Saturday 9 May, 2026
HomeMarcheAttualità MarcheAnghelina, dalle bombe in Ucraina alle cure al Salesi

Ad Ancona il percorso di rinascita della bimba di 9 anni. La piccola ucraina è tornata nelle Marche per i controlli dopo il delicato intervento eseguito nel 2024

Dalle bombe sulla capitale ucraina alle cure e all’accoglienza ricevute ad Ancona. È la storia di Anghelina, una bambina ucraina di 9 anni affetta da una rara malformazione urogenitale, tornata nei giorni scorsi all’ospedale pediatrico Salesi dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche per sottoporsi a controlli endocrinologici e terapie di follow up.

La piccola, insieme alla madre Oksana, era fuggita dall’Ucraina dopo i bombardamenti che avevano colpito l’ospedale specialistico di Kyiv dove stava affrontando il proprio percorso di cura.

Nel luglio del 2024 Anghelina era stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico dall’équipe della Chirurgia Pediatrica diretta dal professor Giovanni Cobellis.

Il professor Cobellis: “Patologia rara e delicata, il problema principale è stato risolto”

La bambina sta seguendo un percorso clinico che dall’intervento chirurgico effettuato qui al Salesi richiede controlli periodici, trattamenti e terapie appropriate”, spiega il professor Cobellis.

La sua patologia, una sindrome adrenogenitale, è rara e molto delicata da affrontare. L’operazione è perfettamente riuscita e il problema principale è stato risolto definitivamente. Adesso il tempo e la crescita naturale della bambina faranno il loro corso”.

Il direttore della Chirurgia Pediatrica ha inoltre sottolineato il valore umano di questa esperienza:

Assieme alla mia équipe, e ringraziando la Direzione generale dell’AOU delle Marche per il supporto garantito, siamo felici di poter affrontare storie di sofferenza che vanno oltre il singolo quadro clinico”.

Dalla guerra in Ucraina alla speranza nelle Marche

Anghelina e la madre vivono a Kalush, cittadina dell’Ucraina occidentale nota anche per aver dato il nome alla Kalush Orchestra, vincitrice dell’Eurovision Song Contest 2022.

È la mamma Oksana a raccontare il viaggio che le ha portate in Italia:

Anghelina era in cura in un ospedale pediatrico specializzato di Kyiv, ma il percorso si è interrotto a causa della guerra. Nell’autunno del 2023 abbiamo assistito ai bombardamenti sulla capitale e anche l’ospedale è stato colpito da un missile, diventando inutilizzabile”.

Quando si è aperta la possibilità di proseguire le cure all’estero, grazie a una rete di solidarietà internazionale, madre e figlia hanno deciso di partire.

Due anni dopo posso dire che è stata la scelta giusta. Tornare ad Ancona e al Salesi per noi è come tornare a casa. L’accoglienza che riceviamo ogni volta è qualcosa di davvero importante”.

Il contributo dei volontari

Come anticipato, dietro il percorso di cura di Anghelina c’è una lunga catena di solidarietà che ha coinvolto associazioni, volontari e strutture del territorio marchigiano.

Un ruolo fondamentale è stato svolto dall’associazione Patronesse del Salesi, che ha seguito l’accoglienza logistica della famiglia, permettendo a madre e figlia di soggiornare nella struttura residenziale di Casa Angelini.

Tra i promotori dell’iniziativa c’è anche Maurizio Maraschi, volontario dell’associazione Anteas.

Durante una delle tante missioni in Ucraina siamo venuti a conoscenza della situazione di Anghelina e in poco tempo abbiamo organizzato il primo trasferimento in Italia”, racconta Maraschi.

Nel corso di questi quattro anni di conflitto abbiamo aiutato molti bambini affetti da patologie oncologiche o malattie rare a raggiungere strutture sanitarie italiane”.

Oggi Anghelina torna a sorridere. Nel reparto di Chirurgia Pediatrica del Salesi gioca sulla macchinina dei carabinieri donata ai piccoli pazienti, lasciandosi alle spalle almeno per un momento il peso della guerra e della malattia. Un’immagine semplice ma potente, che racconta più di ogni parola il valore della cura, dell’accoglienza e della solidarietà.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.