Si è conclusa con numeri in crescita e una partecipazione sempre più ampia la nona edizione del Certamen Philelfianum, l’iniziativa che porta studenti da tutta Italia a confrontarsi sui temi della cultura umanistica. Un progetto che unisce scuola, università e territorio, promosso dalla docente Silvia Fiaschi dell’Università degli Studi di Macerata.
La cerimonia di premiazione si è svolta il 22 aprile al Politeama Franco Moschini, alla presenza del sindaco Mauro Sclavi e di rappresentanti del mondo scolastico e accademico.
Umanesimo tra attualità e sapere scientifico
Il tema scelto per l’edizione 2026, “L’Umanesimo, l’acqua, l’Universo”, ha guidato le prove proposte agli studenti, ispirate ai testi di Girolamo Squarzafico, Giorgio Valla e Andrea Bacci. Un percorso che ha messo in dialogo passato e presente, affrontando temi come le trasformazioni tecnologiche, il rapporto tra armonia e salute e il ruolo dell’acqua nello sviluppo delle civiltà.
Ad aprire la giornata una tavola rotonda con la stessa Fiaschi, Francesca Gallori ed Eva Del Soldato, affiancate dagli interventi di studiosi e ricercatori dell’ateneo maceratese.
Sedici premi e studenti da tutta Italia
Sono stati sedici i riconoscimenti assegnati grazie al sostegno, tra gli altri, della Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi e del Comune di Tolentino.
Sul podio studenti provenienti da diverse regioni: Anna Capriccioli (Liceo classico “Tacito” di Roma), Ludovico Alberto Russo (Messina), Jole De Luca (Nola), Riccardo Massimi (Nardò) e Sofia Baldassini del liceo “Filelfo” di Tolentino. Un risultato che conferma la dimensione nazionale del Certamen e il suo crescente richiamo.
Cultura, scuola e territorio
La serata è stata arricchita da momenti musicali e coreografici a cura degli studenti dell’Istituto Filelfo, a testimonianza del forte coinvolgimento della comunità scolastica.
“Il Certamen Philelfianum è un prodotto autentico – ha commentato Silvia Fiaschi – una ricetta fatta di ingredienti di qualità che ogni anno si rinnova. È fondamentale continuare a sostenerlo per garantirne il futuro”.
Un appuntamento che, anno dopo anno, si conferma come punto di riferimento per la valorizzazione degli studi umanistici, capace di mettere in dialogo generazioni diverse e di rendere attuali le radici culturali del Paese.



