Wednesday 22 April, 2026
HomeAccadde oggiGiornata mondiale del libro, quanto e cosa leggono oggi gli italiani?

C’è una celebre frase di George R.R. Martin che recita: “Chi legge vive mille vite prima di morire. Chi non legge mai, ne vive una sola”. Un’affermazione che tutti i lettori del mondo non possono che condividere. Leggere nutre la mente, ma significa anche attraversare mondi ignoti, indossare le vesti di personaggi che da sconosciuti diventano compagni o consiglieri, confrontarsi con storie capaci di far riflettere e, talvolta, di offrire risposte inattese. Ma quanto leggono oggi gli italiani? E cosa leggono?

Due domande che tornano ogni anno in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore che ricorre ogni 23 aprile dal 1995, istituita dall’UNESCO. La scelta della data è simbolica: in questo giorno, nel 1616, morirono tre figure centrali della letteratura mondiale come Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Inca Garcilaso de la Vega. La ricorrenza nasce con l’obiettivo di promuovere la lettura, sostenere l’industria editoriale e tutelare il diritto d’autore, riconoscendo al libro un ruolo fondamentale nello sviluppo culturale e nel dialogo tra i popoli.

Cosa leggono oggi gli italiani

Il mercato editoriale italiano vale complessivamente poco più di tre miliardi di euro e continua a rappresentare una delle principali industrie culturali nazionali. Dopo la crescita registrata negli anni successivi alla pandemia, il settore ha però intrapreso una fase di rallentamento. Il segmento del libro “trade”, che comprende librerie fisiche, piattaforme online e grande distribuzione, si attesta tra 1,5 e 1,7 miliardi di euro e nel 2025 mostra una flessione sia in termini di fatturato sia di copie vendute, con un calo stimato intorno al due o tre per cento.

Non si tratta di una crisi improvvisa, quanto piuttosto di un ritorno a condizioni più fisiologiche dopo un periodo eccezionale. Il mercato, infatti, aveva beneficiato di un effetto di recupero post-Covid che aveva temporaneamente sostenuto consumi e vendite, oggi rientrati su livelli più equilibrati.

L’intrattenimento che passa per la narrativa

Dentro questo quadro, le abitudini di lettura degli italiani offrono elementi utili per comprendere le dinamiche in corso. La narrativa resta il genere dominante, con una forte presenza di romanzi contemporanei, thriller e narrativa di intrattenimento che continuano a occupare stabilmente le classifiche di vendita. Si tratta di un segmento che conferma la funzione del libro come spazio di evasione, ma anche come forma di intrattenimento culturale consolidato.

Accanto alla narrativa si rafforza progressivamente la saggistica divulgativa, che intercetta un pubblico sempre più interessato a temi legati alla psicologia, all’attualità, all’economia personale e alla divulgazione scientifica resa accessibile. È una lettura più funzionale, spesso legata al bisogno di interpretare la complessità del presente.

Un ulteriore segnale di cambiamento arriva dall’editoria per ragazzi, uno dei comparti più dinamici del settore. La narrativa young adult continua a crescere, così come le graphic novel e il fumetto, che hanno ormai superato la dimensione di nicchia per diventare linguaggi diffusi e trasversali, capaci di intercettare lettori di età e interessi differenti.

Carta e digitale: una convivenza consolidata

Uno degli elementi più discussi riguarda il rapporto tra libro cartaceo e digitale. A oggi, la carta mantiene una posizione nettamente dominante, rappresentando oltre il novanta per cento del mercato complessivo. L’ebook si è stabilizzato su una quota compresa tra il cinque e il sette per cento, mentre l’audiolibro, pur in crescita, rimane ancora una componente minoritaria.

Più che una sostituzione, il rapporto tra formati appare sempre più come una convivenza. Il libro cartaceo conserva una dimensione legata all’esperienza lenta e immersiva della lettura, mentre il digitale risponde a esigenze di praticità, mobilità e immediatezza. Il lettore contemporaneo si muove quindi tra più supporti, senza un’esclusione reciproca ma con un uso sempre più complementare.

Un’editoria che guarda oltre i confini

Se il mercato interno mostra segnali di rallentamento, un dato in controtendenza arriva dall’estero. L’export dei diritti editoriali italiani è in crescita e rappresenta una delle direttrici più interessanti del settore. Le opere italiane vengono sempre più tradotte e vendute fuori dai confini nazionali, con un incremento delle cessioni che negli ultimi anni si è attestato intorno all’otto per cento.

Questo fenomeno indica un’editoria che, pur confrontandosi con un mercato domestico meno dinamico, rafforza la propria presenza internazionale, inserendosi in circuiti culturali più ampi e diversificati.

Il lettore che cambia

Accanto ai dati economici, emerge con chiarezza anche un cambiamento nelle modalità di scoperta e consumo dei libri. L’acquisto appare oggi più selettivo e meno impulsivo rispetto al passato, spesso influenzato da dinamiche digitali, dai social network alle piattaforme di raccomandazione. Il ruolo delle librerie resta importante, ma si affianca a un ecosistema informativo più ampio e frammentato.

Il lettore italiano non sembra leggere necessariamente meno, ma legge in modo diverso: più guidato, più consapevole nelle scelte, ma anche più esposto a stimoli esterni che orientano la domanda.

Nel complesso, il settore editoriale italiano si trova oggi in una fase di transizione. I numeri raccontano un mercato che rallenta, ma che non perde centralità. I comportamenti dei lettori si evolvono, i formati si moltiplicano e i canali di accesso ai contenuti si diversificano.

Eppure, al centro di questo cambiamento resta lo stesso oggetto: il libro, che continua a rappresentare uno degli strumenti culturali più resilienti, capace di adattarsi alle trasformazioni senza perdere la propria funzione originaria.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.