Entrano nel vivo a Jesi le celebrazioni per la Festa della Liberazione, con un calendario di iniziative che accompagna la città fino alla fine del mese. Dopo i primi appuntamenti dei giorni scorsi, il programma si concentra ora sugli eventi centrali e più partecipati, tra cerimonie ufficiali, momenti di riflessione e coinvolgimento delle nuove generazioni.
Il cuore delle celebrazioni sarà, come da tradizione, sabato 25 aprile. La giornata si aprirà alle 10.30 con la messa al campo e la deposizione della corona di alloro al Monumento ai Caduti in viale Cavallotti. A seguire, alle 11.30, partirà il corteo dall’Arco Clementino per raggiungere Piazza Indipendenza, dove a mezzogiorno si terrà la cerimonia ufficiale con il saluto del sindaco Lorenzo Fiordelmondo e l’intervento dell’Anpi.
Un momento solenne che ogni anno richiama cittadini, associazioni e istituzioni, rinnovando il legame con i valori della Resistenza e della democrazia. Non solo commemorazione, però, ma anche partecipazione attiva: le iniziative coinvolgono infatti diverse realtà del territorio, a partire dalle scuole.
Già il 24 aprile, infatti, si terrà il “Giro dei cippi”, la visita ai luoghi simbolo della memoria cittadina con la deposizione delle corone. L’iniziativa, che lo scorso anno ha registrato una forte adesione, vedrà nuovamente protagonisti gli studenti, chiamati a raccontare storie di partigiani e, quest’anno, anche di alcune partigiane jesine. Un segnale importante, che amplia lo sguardo sulla Resistenza valorizzando il ruolo delle donne.
Accanto alle cerimonie, spazio anche agli appuntamenti culturali. Il 23 aprile, a Palazzo dei Convegni, sarà proiettato il documentario “43 cassette. Memorie militanti di un archivio video ritrovato”, un’occasione per approfondire il tema della memoria attraverso immagini e testimonianze.
Le celebrazioni si concluderanno il 29 aprile con un incontro dedicato agli studenti delle scuole medie: “Madri di libertà: ottanta anni di voto alle donne”. Un appuntamento che lega idealmente la Liberazione alla conquista dei diritti civili, offrendo una prospettiva storica che arriva fino all’Italia contemporanea.



