Friday 17 April, 2026
HomeMarcheAttualità MarcheVinitaly 2026, per le Marche bilancio positivo e sguardo all’enoturismo

In un momento complesso per il comparto vitivinicolo italiano, le Marche escono dalla 58ª edizione di Vinitaly con segnali incoraggianti. Il Salone internazionale dei vini e distillati si conferma infatti una piattaforma strategica per la promozione del vino marchigiano, grazie all’elevato numero di contatti con buyer, operatori e appassionati provenienti da tutto il mondo.

La presenza marchigiana a Veronafiere si è distinta per numeri e qualità: 106 aziende coinvolte, di cui 50 rappresentate nella collettiva regionale, su uno spazio espositivo di oltre mille metri quadrati. A completare l’offerta, una “Terrazza Marche” con 212 etichette in degustazione libera, pensata come una vera e propria biblioteca del vino.

Un patrimonio enologico che poggia su basi solide: 20 Dop e una Igp, insieme a una forte vocazione green, con vigneti biologici che sfiorano il 40%, rendendo la regione un punto di riferimento nazionale nel segmento organic.

Un territorio unico tra vino e turismo

A tracciare il bilancio è il vicepresidente e assessore all’Agricoltura Enrico Rossi, che sottolinea il ruolo centrale di Vinitaly per le imprese marchigiane. La chiave di sviluppo, secondo Rossi, è l’integrazione tra agricoltura e turismo: un binomio strategico per attrarre nuovi flussi legati all’enoturismo e al turismo esperienziale, sostenuto anche da investimenti infrastrutturali.

In questa direzione si inserisce anche l’annuncio del rafforzamento della collaborazione con Veronafiere: in autunno sarà Ancona – futura Capitale italiana della cultura 2028 – a ospitare “Vinitaly and the City”, il fuori salone dedicato al grande pubblico, con l’obiettivo di valorizzare non solo il vino ma l’intero territorio.

Tra novità e riconoscimenti istituzionali

La partecipazione delle Marche è stata impreziosita anche da importanti momenti istituzionali. Alla manifestazione hanno preso parte, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

Proprio durante Vinitaly è stata presentata una novità significativa: il Conero Docg Rosato, tutelato dall’Istituto marchigiano di tutela vini. Spazio anche ad altre eccellenze regionali, come la Passerina Spumante del territorio dei Piceni, sostenuta dal Consorzio dei Vini Piceni.

Tra i visitatori istituzionali anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha preso parte alle degustazioni nello spazio marchigiano.

Le aziende: “Contatti concreti e mercati in crescita”

A confermare il buon esito della manifestazione sono anche le imprese. Il presidente dell’IMT Michele Bernetti parla di una delle edizioni più concrete degli ultimi anni, con numerosi contatti qualificati e una forte presenza di buyer europei, soprattutto dal Nord e dall’area centro-orientale, oltre a mercati chiave come Stati Uniti, Canada e Giappone.

Positivo anche il riscontro sul fronte nazionale, con una crescente attenzione da parte della ristorazione verso vini più leggeri, in linea con i nuovi trend di consumo.

Sulla stessa linea Simone Capecci, che evidenzia come l’edizione 2026 abbia superato le aspettative: nonostante le incertezze internazionali, la vivace presenza di importatori da Europa, Americhe e Asia ha rafforzato la fiducia delle aziende.

Tra qualità certificata, sostenibilità e capacità di fare sistema, le Marche si sono confermate cos protagoniste a Vinitaly. E con l’enoturismo sempre più al centro delle strategie regionali, il percorso intrapreso guarda oltre la fiera, puntando a consolidare il posizionamento del territorio sui mercati internazionali e tra i consumatori.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.