Sta per chiudersi a Jesi la mostra antologica “La vie en Dondero”, dedicata al grande fotoreporter Mario Dondero. L’esposizione, allestita nelle Sale Betto Tesei dei Palazzo Pianetti, sarà visitabile ancora fino a domenica 12 aprile, offrendo al pubblico un’occasione preziosa per ripercorrere, attraverso le immagini, la storia europea del secondo Novecento.
La memoria delle dittature iberiche
La mostra presenta una selezione accurata della vastissima produzione di Dondero, capace di raccontare con intensità e sensibilità alcune delle pagine più significative del secolo scorso. Tra gli scatti esposti emergono le immagini della Spagna e del Portogallo ancora sotto le dittature di Francisco Franco e António de Oliveira Salazar: fotografie che restituiscono un mondo segnato da difficoltà economiche e sociali, ma anche attraversato dalla dignità e dalla resilienza delle persone.
L’Italia della ricostruzione e del cambiamento
Non manca uno sguardo sull’Italia del secondo dopoguerra, colta nel momento della ricostruzione e dei profondi cambiamenti sociali. Le immagini raccontano la diffusione della scuola dell’obbligo e una società in trasformazione, dove i bambini insegnano ai genitori a leggere e scrivere, mentre si avvia il passaggio da un’economia rurale a una industriale e consumistica, con tutte le contraddizioni che emergeranno negli anni successivi.
Il racconto del Maggio ’68 francese
La Francia, invece, è protagonista attraverso gli scatti del Maggio francese, nei giorni delle rivolte studentesche al Quartiere Latino di Parigi. Dondero, parigino d’adozione, documenta con il suo obiettivo la stagione delle grandi utopie, tra manifestazioni, scioperi e fermenti sociali, mantenendo sempre al centro del racconto le persone comuni.
È proprio questo uno degli elementi distintivi della sua fotografia: lavoratori, contadini, studenti e operai diventano i veri protagonisti delle sue immagini. Lo sguardo di Dondero si posa su un’umanità spesso fragile, raccontata con una partecipazione profonda, animata da una compassione autentica e mai retorica.
Promossa dal Comune di Jesi in collaborazione con la Fototeca Provinciale di Fermo, l’Associazione Altidona Belvedere e il Circolo Culturale Massimo Ferretti, la mostra rappresenta un appuntamento di grande valore culturale per chi desidera riscoprire, attraverso la fotografia, le radici della nostra storia recente.
Per informazioni su orari e visite è possibile consultare il sito ufficiale dei musei cittadini.


