PARMA – Non una tragica fatalità durante un gioco domestico, ma un omicidio volontario scaturito da uno scatto d’ira. Con questa accusa i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma hanno tratto in arresto la ventenne cubana Brenda Alesandrina Fumagalli, ritenuta responsabile della morte del compagno, il 28enne dominicano Gaston Ogando Cristopher.
I fatti e la versione della difesa
La vicenda risale al pomeriggio del 4 marzo 2026. Intorno alle 18:00, i soccorsi del 118 erano intervenuti in un’abitazione di Borgo Riccio 31, trovando il giovane Gaston in condizioni disperate per una profonda ferita al torace. Nonostante un delicato intervento chirurgico, l’uomo è deceduto la mattina seguente per shock emorragico.
Sin dal primo momento, la giovane convivente aveva fornito una versione dei fatti granitica e ripetitiva: un incidente domestico. Secondo il suo racconto, mentre lavava i piatti impugnando un grosso coltello, il compagno l’avrebbe sorpresa alle spalle per “sculacciarla” per gioco. Voltandosi di scatto per allontanarlo, l’uomo si sarebbe “auto-trafitto” nel tentativo di abbracciarla.
Le prove che smentiscono l’incidente
Le indagini coordinate dalla Procura di Parma e condotte dai Carabinieri hanno però smontato pezzo dopo pezzo la tesi della difesa. Due elementi, definiti “dirimenti” dal GIP, hanno fatto propendere per l’omicidio volontario:
- La traiettoria del colpo: L’autopsia ha rivelato che la lama è penetrata dall’alto verso il basso. Una direzione incompatibile con un urto accidentale da tergo, suggerendo invece che la vittima si trovasse di fronte all’indagata con le braccia alzate, forse in un gesto di difesa.
- La ferita a “S” sulla mano della donna: La Fumagalli presentava un taglio sul palmo destro, giustificato come un infortunio avvenuto nel raccogliere l’arma. Per gli inquirenti si tratta invece di una tipica lesione da “scivolamento”: la donna avrebbe colpito con tale violenza che la mano è scivolata lungo il manico bagnato fino alla lama.
Un profilo di “totale assenza di freni inibitori”
Dalle testimonianze di vicini e familiari è emerso un quadro relazionale tossico. L’indagata viene descritta come una personalità irascibile e possessiva, incline a frequenti aggressioni verbali e fisiche verso il compagno. Il GIP, nel motivare l’ordinanza, ha sottolineato l’incapacità della donna di contenere i propri impulsi violenti, definendola capace di passare repentinamente dalla compostezza alla perdita totale di controllo.
L’arresto
Brenda Alesandrina Fumagalli è stata rintracciata dai Carabinieri nella mattinata del 28 marzo in provincia di Milano. Alla luce del rischio di reiterazione del reato, il Giudice ha disposto la misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
Nei prossimi giorni si terrà l’interrogatorio di garanzia, durante il quale l’indagata avrà la facoltà di chiarire la propria posizione davanti al magistrato.



