Finalmente, sabato pomeriggio ad Apiro, l’immenso “campanone” è tornato a suonare e le porte della Collegiata di Sant’Urbano, si sono aperte alla comunità. Alla presenza del Vescovo di Camerino Francesco Massara, al sindaco di Apiro Ubaldo Scuppa, al commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma, sen. Guido Castelli, si è tenuta la cerimonia di riapertura della Collegiata di Sant’Urbano.
La chiesa, posta al centro del paese, in piazza Baldini, era stata chiusa a causa del terremoto del 2016 e dopo dieci anni di lavori di restauro è tornata, in tutto il suo splendore, ad essere fruita dai fedeli, che tanto amano questa chiesa.
Qualche informazione storica: la collegiata viene costruita nel 1630, quando Giacomo Baldini, il medico papale originario di Apiro, ottiene da Urbano VIII il permesso e il denaro per costruire una nuova chiesa in luogo della precedente. Il Baldini volle lasciare tutti i suoi averi alla sua città. L’edificio, iniziato nel secondo quarto del ‘600 viene terminato nel 1663 in stile rinascimentale: il progetto è affidato all’architetto Antonio Sinibaldi che inserisce richiami allo stile barocco. L’interno della collegiata è molto luminoso e ampio, con pianta a croce latina a tre navate. Il transetto è delimitato da quattro arconi sostenuti da pilastri compositi. A coprire lo spazio è una cupola a base ottagonale. L’apparato decorativo della collegiata fu affidato a mastri intagliatori molto rinomati.
Al suo interno si conserva il famoso tesoro di Sant’Urbano. Dopo il taglio il nastro, da parte delle autorità e la benedizione delle porte, da parte del Vescovo, si è svolta la celebrazione eucaristica, in una chiesa gremita di gente, presieduta dal Vescovo e dal parroco don Giovanni Staffollani, emozionato di tornare a celebrare Messa a Sant’Urbano, dopo anni di lavori. La cerimonia è stata allietata dai canti dei bambini del catechismo. L’omelia è stata affidata alle parole del Vescovo: “la bellezza di una Chiesa è sinonimo di accoglienza, è il luogo dove si incontra Gesù. Questo è un gioiello restituito alla comunità, riaprire le porte di Sant’Urbano è stato un segno di speranza dopo la paura del terremoto”.
Alla fine della Messa ci sono stati gli interventi del sindaco, della sovrintendenza e del sen. Castelli che hanno sottolineato quanto sia importante poter terminare i tanti cantieri aperti dopo il terremoto del 2016, che ha lesionato gran parte dei nostri beni storico – architettonici. Nello specifico nella Collegiata si è intervenuto sulla cupola, sul campanile e sulla facciata.




