In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, istituita nel 1962 dall’International Theatre Institute con il sostegno dell’UNESCO, le città di Macerata e Jesi rendono omaggio a uno dei grandi protagonisti della scenografia italiana del Novecento: Mario Pompei.
Due importanti iniziative – una mostra e uno spettacolo – riportano al centro dell’attenzione il suo universo creativo, sospeso tra rigore teatrale e immaginazione fiabesca.
Un viaggio nell’arte scenica a Palazzo Ricci
Dal 18 aprile al 2 giugno, il Museo Palazzo Ricci ospita la mostra “Mario Pompei. Essere Scenografo. Bozzetti, scene e costumi”, curata da Pierfrancesco Giannangeli e Maria Letizia Paiato.
L’esposizione, promossa dalla Fondazione Carima in collaborazione con la Fondazione Pergolesi Spontini, racconta il processo creativo dello scenografo: dal bozzetto alla scena, dal segno su carta alla costruzione di mondi teatrali.
Fulcro della mostra è una selezione inedita di materiali provenienti dall’archivio Pompei, curato da Paola Pallottino, che restituisce al pubblico capolavori e progetti scenici realizzati lungo tutta la carriera. Non si tratta solo di un’esposizione celebrativa, ma di un’indagine critica su un artista capace di essere, a tutti gli effetti, un “regista dell’immagine”.
Pompei emerge come figura poliedrica: illustratore, cartellonista, scrittore e soprattutto scenografo, tra i più raffinati interpreti dello stile Déco italiano. Le sue opere trasformano lo spazio scenico in un racconto visivo, dove architettura, colore e narrazione si fondono in un equilibrio unico.
“Pinco Pallino” torna in scena al Teatro Pergolesi
A completare il progetto, il ritorno sul palcoscenico della fiaba musicale “Le peripezie di Pinco Pallino”, in programma al Teatro Pergolesi il 20 e 21 aprile (con anteprima il 19 aprile).
Scritta e illustrata dallo stesso Pompei tra il 1929 e il 1930, l’opera rivive oggi in una nuova produzione con musica e libretto di Gianluca Piombo e la regia di Lorenzo Giossi.
Lo spettacolo – coprodotto con l’Orchestra Senzaspine – rappresenta un’occasione rara per immergersi nella dimensione fantastica dell’artista: un mondo popolato da personaggi surreali e scenari onirici che hanno segnato la storia del teatro per ragazzi.
Un progetto tra memoria e futuro
L’iniziativa guarda anche avanti: è già previsto un secondo appuntamento espositivo in autunno presso i Musei Civici di Palazzo Pianetti di Jesi, con percorsi didattici dedicati alle nuove generazioni.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Amala§unta Edizioni, arricchito da contributi critici e testimonianze che approfondiscono la figura e l’eredità culturale di Pompei.
Il profilo di un maestro del Novecento
Nato a Terni nel 1903 e formatosi a Roma, Mario Pompei iniziò giovanissimo nel teatro di figura, per poi affermarsi rapidamente grazie anche all’incontro con Vittorio Podrecca.
Nel corso della sua carriera collaborò con importanti compagnie e istituzioni, lavorando per la lirica, il balletto e la prosa, fino a diventare uno dei protagonisti della scenografia italiana del XX secolo. Parallelamente, sviluppò una significativa attività come illustratore e autore per l’infanzia.



