Il baricentro della cultura italiana resta nelle Marche. Dopo lo straordinario successo di Pesaro 2024, la regione si prepara a una nuova sfida di respiro nazionale: la nomina di Ancona a Capitale Italiana della Cultura per il 2028. Un riconoscimento che non premia solo il capoluogo dorico, ma consolida un modello di gestione del territorio basato sulla rete e sulla continuità strategica.
L’abbraccio di Pesaro: «Un risultato storico»
I primi complimenti sono arrivati proprio da chi quel titolo lo ha appena onorato. Il sindaco di Pesaro, Andrea Biancani, ha definito la vittoria di Ancona un “risultato storico”, sottolineando come il dossier presentato dalla giunta Silvetti sia il frutto di un lavoro corale e partecipato.
«Abbiamo sostenuto questa candidatura con convinzione sin dall’inizio — ha dichiarato Biancani — e siamo pronti a collaborare per garantire la piena riuscita di questa grande sfida.»
Verso l’Europa: l’orizzonte 2033
Il legame tra le due città non si fermerà alle celebrazioni del 2028. Il vicesindaco e assessore alla Cultura di Pesaro, Daniele Vimini, ha rilanciato con una visione a lungo termine che guarda già oltre i confini nazionali.
Pesaro è infatti nel pieno della corsa per il titolo di Capitale Europea della Cultura 2033 e Ancona sarà un tassello fondamentale di questo mosaico:
- Co-progettazione: Una stagione intera del programma europeo sarà dedicata proprio ad Ancona.
- Effetto volano: Il 2028 non sarà un evento isolato, ma un acceleratore per la candidatura internazionale delle Marche.
- Patrimonio duraturo: L’obiettivo condiviso è generare innovazione tecnologica, sostenibilità e relazioni che sopravvivano all’anno di festeggiamenti.
Una regione, una visione
L’asse Ancona-Pesaro dimostra che la cultura nelle Marche non è vissuta come una competizione tra campanili, ma come un asset strategico di sviluppo. L’augurio di Biancani e Vimini è che il 2028 possa lasciare in dote ad Ancona un’eredità di notorietà e creatività simile a quella che Pesaro sta continuando a coltivare, trasformando le Marche in un laboratorio culturale permanente nel cuore dell’Adriatico.



