Oltre tre milioni di italiani convivono oggi con un Disturbo della Nutrizione e dell’Alimentazione (DCA), con una crescente incidenza tra i più giovani, già a partire dagli 8-9 anni. A dirlo sono i dati più recenti della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), diffusi in occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, che si celebra ogni anno il 15 marzo.
Secondo SINPIA, oltre il 5% della popolazione italiana soffre di un disturbo alimentare, con anoressia e bulimia che interessano l’8-10% delle ragazze e lo 0,5-1% dei ragazzi. Negli ultimi anni si è registrato un abbassamento dell’età di esordio, in particolare tra le ragazze tra gli 11 e i 15 anni, ma non mancano casi anche a partire dagli 8-9 anni. L’emergenza sanitaria della pandemia ha aggravato il quadro, portando a un incremento stimato tra il 30 e il 35% dei casi.
“I Disturbi della Nutrizione e Alimentazione – spiega Elisa Fazzi, Presidente SINPIA – rappresentano un insieme eterogeneo di condizioni, spesso associate ad altre patologie psichiatriche. È fondamentale un intervento precoce, personalizzato e multidisciplinare, con un’attenzione particolare alla specificità dell’età evolutiva”.
Disturbi e segni da osservare
Tra i DCA più comuni ci sono: anoressia nervosa, bulimia nervosa, binge Eating Disorder (disturbo da alimentazione incontrollata), disturbi evitante/restrittivi dell’assunzione di cibo, pica e disturbo da ruminazione.
I segnali più frequenti includono: salti dei pasti, alimentazione nascosta, ossessione per il controllo del cibo, attività fisica eccessiva, fluttuazioni del tono dell’umore e alterazioni del sonno. Riconoscere tempestivamente questi comportamenti è essenziale per intervenire prima che il disturbo peggiori.
Anoressia: il disturbo più grave
L’anoressia nervosa rappresenta circa il 60% dei DCA in adolescenza e mostra una prevalenza tra le giovani donne italiane dello 0,2-0,9%. “L’esordio è spesso subdolo e ingravescente – spiegano Chiara Davico e Maria Pia Riccio, neuropsichiatre infantili – e può partire da diete volte a modificare l’aspetto fisico o da eventi traumatici. Se non trattata tempestivamente, può avere conseguenze gravi sullo sviluppo fisico e psicologico, con rischi anche letali”.
Il ruolo delle strutture specializzate
In Italia, le Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e Adolescenza (UONPIA) sono i centri di riferimento per la diagnosi e il trattamento dei DCA. L’approccio raccomandato da SINPIA prevede: presa in carico globale del paziente e della famiglia; intervento multidisciplinare (neuropsichiatri, psicologi, nutrizionisti) e trattamento personalizzato in base alla gravità e all’età.
Una sfida per famiglie e comunità
I DCA non colpiscono solo chi ne soffre, ma anche l’intero contesto familiare e sociale. L’allarme lanciato sottolinea la necessità di sensibilizzazione nelle scuole e nelle comunità, la formazione degli operatori sanitari e dei docenti, interventi tempestivi e multidisciplinari per prevenire le complicanze a lungo termine.
La Giornata del Fiocchetto Lilla vuole infatti ricordare che la prevenzione e la cura dei DCA sono una responsabilità collettiva. Solo attraverso un impegno condiviso tra famiglie, scuole e servizi sanitari sarà possibile ridurre l’impatto di queste patologie, spesso invisibili ma estremamente gravi.


