Un caso raro per la giovane età del paziente
Un intervento raro e particolarmente complesso è stato eseguito nei giorni scorsi alla Clinica di Ortopedia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. I chirurghi hanno impiantato una protesi d’anca a un paziente di appena 16 anni, affetto da una grave patologia che aveva compromesso seriamente la funzionalità dell’articolazione.
A una settimana dall’operazione il giovane, residente con la famiglia nel Maceratese, sta bene: ha già ripreso a camminare e potrebbe essere dimesso nei prossimi giorni, con la prospettiva di tornare presto a una vita normale.
L’intervento dell’équipe di Ortopedia
L’operazione è stata eseguita dall’équipe della Clinica di Ortopedia diretta dal professor Antonio Pompilio Gigante. In sala operatoria hanno operato il dottor Nicola Giampaolini e il collega Leonard Meco, con il supporto del personale medico e infermieristico. La protesi è stata impiantata con accesso anteriore attraverso una tecnica mini-invasiva.
La particolarità dell’intervento è legata soprattutto alla giovanissima età del paziente. «La giovane età del paziente rappresenta l’unicità dell’intervento che siamo riusciti a portare a termine in maniera perfetta e brillante all’interno dei presidi aziendali – spiegano i chirurghi della Clinica di Ortopedia –. In passato quadri clinici simili sarebbero dovuti emigrare verso istituti correttivi specialistici del Nord».
Il percorso clinico tra Torrette e Salesi
Un risultato importante anche dal punto di vista organizzativo e assistenziale. «L’importanza di questo risultato – aggiungono i medici – sta anche nella perfetta continuità operativa e assistenziale tra i due presidi di Torrette e del Salesi».
La storia clinica del sedicenne è infatti complessa. In passato il ragazzo era stato seguito dall’unità operativa di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Salesi per una malattia del sangue. Le conseguenze della patologia avevano provocato la necrosi della testa del femore.
Dolore e deformità: l’intervento come unica soluzione
In precedenza, presso l’Ortopedia del Salesi, si era tentato un intervento conservativo con una osteotomia correttiva, ma la grave deformità dell’anca lasciava poche possibilità di successo. Nel frattempo il dolore era diventato sempre più intenso e invalidante, tanto da richiedere un ricovero immediato e cure antidolorifiche in attesa dell’intervento chirurgico.
La situazione clinica era tale da non lasciare alternative: l’impianto di una protesi d’anca, un’operazione che solitamente viene effettuata su pazienti adulti o in età avanzata.
I chirurghi hanno inoltre dovuto affrontare una dismetria tra i due arti inferiori di circa sei centimetri. L’intervento ha consentito di recuperarne la metà, mentre la parte restante viene per ora compensata con un rialzo anatomico.
Le alternative sarebbero state molto pesanti per il giovane paziente. Senza l’operazione il blocco progressivo dell’anca avrebbe portato a una condizione di immobilità totale. Oggi, invece, a pochi giorni dall’intervento, il ragazzo cammina senza problemi e presto potrà tornare a casa e riprendere la sua vita.



