Sala gremita al Circolo Cittadino per la conferenza pubblica dedicata al futuro dell’area dell’ex ospedale, uno degli spazi più significativi e strategici della città. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale, rientra nel percorso partecipativo avviato per condividere con la cittadinanza le scelte sulla destinazione delle aree pubbliche da riqualificare.
L’incontro è stato l’occasione per restituire alla comunità i risultati della fase di ascolto e di raccolta dei bisogni e dei desideri della città. Un lavoro di sintesi elaborato dall’Università Politecnica delle Marche e presentato ai cittadini come base per le prossime decisioni urbanistiche.
«È stata l’occasione – ha sottolineato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo – per restituire a tutti coloro che hanno costruito la fase dei bisogni e dei desideri della città il lavoro di sintesi egregiamente svolto dall’Università Politecnica delle Marche. Ora queste idee costituiranno la base per la variante urbanistica che determinerà il futuro di quell’area».
Secondo il primo cittadino, l’Amministrazione ha scelto di assumersi direttamente la responsabilità di guidare il processo decisionale su un luogo «tanto identitario quanto strategico», mantenendo però centrale il coinvolgimento della comunità.
«Come Amministrazione – ha proseguito Fiordelmondo – abbiamo deciso di guidare, nell’interesse pubblico, il futuro di quest’area coinvolgendo tutte le sensibilità possibili, a partire dai ragazzi e dalle ragazze delle scuole superiori».
Le indicazioni emerse dal percorso partecipativo saranno ora affidate al lavoro dei progettisti, gli architetti Camillo Magni e Giancarlo Mazzanti, chiamati a tradurre le istanze raccolte in una proposta di variante urbanistica capace di rendere concretamente realizzabili le idee emerse.
Il sindaco ha infine sottolineato il valore del metodo partecipativo adottato: «Sono particolarmente contento di poter dire che la nostra città ha ormai accettato l’ingaggio in questo tipo di percorsi. Sono processi che generano idee, aspettative e, inevitabilmente, anche qualche disarmonia. Ma alla fine producono scelte più forti e più consapevoli».
Un vero e proprio esercizio democratico, ha concluso il primo cittadino, «che rende tutti protagonisti della Jesi del futuro».



