L’Amministrazione comunale lancia un nuovo progetto di prossimità: incontri pubblici e presidi mobili per rafforzare il legame tra agenti e cittadini
Una polizia più vicina alla gente, non solo per vigilare, ma per ascoltare e dialogare. È questo l’obiettivo del nuovo piano di potenziamento dei servizi della Polizia Locale presentato dall’Amministrazione comunale di Jesi. L’iniziativa punta a trasformare la percezione della sicurezza in città attraverso due pilastri fondamentali: incontri informativi nei quartieri e una presenza costante sul territorio.
Il percorso è iniziato ufficialmente lo scorso 27 febbraio con un affollato incontro pubblico presso i locali della Parrocchia San Massimiliano Kolbe. L’evento, nato dalla spinta dei Comitati di Quartiere (Coppi-Giardini, San Francesco ed Erbarella-San Pietro Martire), ha visto la partecipazione attiva dell’Assessora alla Partecipazione Paola Lenti e dei vertici del Comando.
Durante la serata, la vice comandante Marina Marchesani e i responsabili di settore Nicola Feliciani (Pronto Intervento) e Alessandro Giangiacomi (Infortunistica Stradale) hanno illustrato i compiti quotidiani degli agenti. L’obiettivo è chiaro: spiegare ai cittadini come collaborare efficacemente con le forze dell’ordine, fornendo segnalazioni precise che permettano interventi mirati e controlli periodici.
Parallelamente agli incontri, è scattato il servizio di presidio dei quartieri. Come annunciato dal sindaco Lorenzo Fiordelmondo, le attività sono partite dal quartiere San Giuseppe.
La vera novità è l’impiego dell’Unità Mobile, che non funge solo da deterrente, ma da vero e proprio punto di riferimento amministrativo. Grazie a questa stazione itinerante, gli agenti possono alternare:
- Controlli stradali e dei veicoli;
- Servizio appiedato tra le vie del quartiere per un contatto diretto con i residenti;
- Raccolta di segnalazioni urgenti o legate a problematiche ricorrenti della zona.
L’iniziativa ha riscosso un ampio consenso sia tra le istituzioni che tra i numerosi cittadini intervenuti. Il sostituto commissario Feliciani ha definito questo nuovo approccio un vero e proprio “patto di collaborazione”, volto a creare un clima di fiducia reciproca.



