Domenica prossima, alle ore 11.00, nel parcheggio dell’area dell’ex ospedale di Jesi, sarà inaugurata per la prima volta l’opera Vecchio ospedale, un’azione d’arte fotografica partecipata realizzata il 9 giugno 2019 da Francesca Tilio.
“Ci sono luoghi che continuano a parlare anche quando non esistono più” spiega Francesca Tilio. “Il vecchio ospedale di Jesi è uno di quelli che resistono nella memoria collettiva molto più a lungo dei propri muri. Per decenni è stato un organismo vivo, attraversato da storie intime e universali – nascite, malattie, guarigioni, attese, addii – un palcoscenico umano in cui ciascuno, almeno una volta, ha lasciato qualcosa di sé.
Oggi, al suo posto, resta uno spazio sospeso. L’area attende una nuova forma capace di restituire senso a ciò che è stato e a ciò che sarà. In questo tempo di transizione, la memoria rischia di disperdersi. Senza più un perimetro fisico, il ricordo dell’ospedale vive soltanto nei racconti di chi lo ha abitato, curato, attraversato”.
Da questa consapevolezza, nel 2019 è nata l’azione artistica immaginata da Francesca Tilio. Un gesto collettivo per custodire ciò che resta, prima che il tempo lo renda invisibile. La comunità è stata invitata a tornare simbolicamente dentro l’ospedale – attraverso frammenti fotografici, testimonianze scritte, memorie condivise – quando ancora una parte delle sue stanze era in piedi, poco prima dell’abbattimento.
Cittadine/i, medici, infermiere/i, personale amministrativo hanno varcato i corridoi vuoti lasciando tracce di ciò che quel luogo ha significato per loro. Accanto ai ritratti e alle testimonianze scritte, la mostra accoglie un nucleo di immagini che documentano la demolizione. Il crollo delle pareti, l’apertura improvvisa degli interni, i vuoti che si allargano e si dissolvono in polvere. Fotografie che riconoscono nella fine una forza trasformativa.
Una lettera ricorda come l’ospedale fosse “luogo della vita e della morte, della speranza e della paura… un monumento alla dedizione di tante persone di buona volontà”. Parole che oggi, nel vuoto lasciato dall’edificio, risuonano ancora più forti.
Artista e fotografa, Francesca Tilio concentra la sua ricerca sull’essere umano. Da anni sviluppa un’arte relazionale che mette in connessione corpi, luoghi e memorie collettive, con una particolare attenzione alle comunità e ai territori che attraversa. Il suo lavoro autoriale è pubblicato in Italia e all’estero. L’immagine fotografica dell’abbraccio, simbolo di pace e sorellanza, è diventata negli anni un’icona condivisa e riprodotta in tutto il mondo. Una parte significativa della sua ricerca è dedicata al mondo degli adolescenti.
A più di sei anni dalla sua realizzazione, Vecchio ospedale viene esposta per la prima volta. La mostra si configura come un ponte tra ciò che rimane e ciò che verrà. Un invito a fermarsi, osservare, ricordare. E a immaginare, insieme, la nuova forma che questo spazio potrà assumere.
L’iniziativa è sostenuta da Comune di Jesi e Azienda Sanitaria Territoriale.


