Colpiti i clan Mazzarella e Alleanza di Secondigliano
NAPOLI – Una vasta operazione congiunta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, ha inferto questa mattina un duro colpo alle organizzazioni criminali che si spartiscono il controllo del capoluogo campano. I Carabinieri del Nucleo Investigativo e la Squadra Mobile hanno dato esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare che coinvolgono, complessivamente, 71 persone.
L’indagine ha permesso di delineare l’attuale “mappatura” del potere criminale a Napoli, puntando i riflettori sui due cartelli egemoni: i Mazzarella e l’Alleanza di Secondigliano (in particolare il clan Contini). Le misure cautelari hanno raggiunto i vertici delle organizzazioni, inclusi i capi clan e i reggenti che gestiscono le attività illecite sul territorio.
Le zone sotto scacco
L’inchiesta ha ricostruito con precisione chirurgica il controllo capillare esercitato dai clan in numerosi quartieri nevralgici della città: Forcella, Duchesca, Maddalena, Sanità, Vasto, Arenaccia, Borgo Sant’Antonio Abate, Poggioreale, Rione Amicizia e San Giovanniello.
Secondo gli inquirenti, le organizzazioni garantivano il dominio sui territori attraverso un presidio costante degli affiliati, pronti all’uso delle armi da fuoco per affermare la supremazia. Il quadro emerso dalle indagini delinea un sistema complesso e radicato:
- Estorsioni: un controllo asfissiante ai danni di commercianti e operatori economici.
- Narcotraffico: la gestione capillare delle piazze di spaccio.
- Welfare criminale: una contabilità organizzata per gestire i proventi illeciti, destinati al pagamento degli “stipendi” agli affiliati e al mantenimento economico delle famiglie dei detenuti.
- Strategie di difesa: contromisure studiate per eludere le attività investigative.
L’omicidio di Emanuele Durante
Tra i vari filoni dell’indagine, uno riguarda un grave fatto di sangue: l’agguato mortale del 15 marzo 2025 ai danni di Emanuele Durante. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il delitto fu una ritorsione per l’uccisione di Emanuele Tufano, avvenuta pochi mesi prima, il 24 ottobre 2024, nel pieno di uno scontro armato tra gruppi criminali della Sanità e di Piazza Mercato per l’egemonia territoriale. Con il blitz di oggi è stato individuato il secondo presunto esecutore materiale dell’omicidio Durante; per lo stesso fatto, in una precedente fase dell’indagine, erano già stati identificati il presunto mandante e il primo esecutore.
Sequestri patrimoniali
Oltre alle misure detentive, l’operazione ha avuto un forte impatto economico: è stato disposto il sequestro preventivo di beni riconducibili agli indagati, tra cui conti correnti, immobili e società commerciali, con interessi che si estendono ben oltre i confini della Campania, interessando diverse regioni italiane.



