Monday 2 March, 2026
HomeAttualità“Diverso a chi?”: a Jesi il convegno che unisce sport inclusivo e lavoro

Oltre cento partecipanti, sette relatori, tre ospiti e una sfida lanciata al mondo imprenditoriale locale: trasformare la diversità in opportunità concreta. Si è svolto al Federico II Hotel il convegno “Diverso a chi?”, promosso da Il Mondo di Scimpa in partnership con Pallacanestro Jesi New Baskin, con l’obiettivo di portare al centro del dibattito il tema dell’inclusione partendo dall’esperienza del baskin, il basket inclusivo.

Moderatore dell’incontro Andrea Pamparana, volto noto del TG5, scrittore e giornalista, che ha guidato il confronto tra i relatori davanti a una platea numerosa, composta anche da molte aziende del territorio.

Ad aprire i lavori i saluti istituzionali di monsignor Paolo Ricciardi, vescovo della diocesi di Jesi, e del vicesindaco Samuele Animali.

Dal parquet al mondo del lavoro

Cuore del convegno la presentazione del progetto “Dal parquet al mondo del lavoro”, un percorso che nasce dall’esperienza maturata nel baskin e che punta a trasferire nel contesto aziendale il principio cardine di questo sport: a ogni persona viene attribuito un ruolo in base alle proprie abilità, non alla disabilità.

«Il progetto nasce dalla volontà di diffondere un nuovo modo di guardare la diversità, la disabilità e la fragilità – ha spiegato Fabiana Meschini, psicologa, atleta di New Baskin Jesi e rappresentante del Mondo di Scimpa – per comprenderle meglio e valorizzarle come potenzialità e non più come difficoltà».

Nel baskin, disciplina che integra atleti con e senza disabilità all’interno della stessa squadra, ogni giocatore ha un compito specifico costruito sulle sue capacità. Un modello che, secondo i promotori, può diventare una chiave di lettura anche per il mondo del lavoro.

L’idea è sviluppare un percorso esperienziale “step by step”: prima sul campo sportivo, poi in azienda, per individuare ruoli compatibili con le abilità del singolo e sperimentare concretamente l’inserimento lavorativo.

Un format replicabile a livello nazionale

Il progetto, nato a livello locale come punto pilota, guarda già oltre i confini del territorio. È stato infatti accolto con favore da EISI – Ente Italiano Sport Inclusivi, presieduto da Sira Miola, a cui verranno presentati dati e risultati dell’esperienza jesina.

«L’obiettivo – ha sottolineato Luca Allegrini, founder e coach di Pallacanestro Jesi New Baskin – è esportare il format su oltre 260 team, rendendolo replicabile sia con singole aziende sia con gruppi strutturati a livello nazionale».

Il progetto prevede inoltre la creazione di una partnership con un’agenzia per il lavoro presente su tutto il territorio italiano, per supportare le imprese nella gestione degli aspetti burocratici legati all’assunzione di persone con disabilità e per costruire liste di candidati formati e orientati alle mansioni più adatte.

Il coinvolgimento delle imprese

Tra i presenti in sala, numerose aziende invitate dagli organizzatori e da Confindustria Ancona, rappresentata dal direttore generale Paolo Centofanti e dal vicepresidente della sezione territoriale Vallesina Luca Antonelli.

Il messaggio lanciato al tessuto produttivo locale è chiaro: superare una visione assistenziale della disabilità e sperimentare un modello basato sulle competenze e sui ruoli, così come avviene nel baskin.

La sfida è passata così nelle mani delle aziende. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è trasformare l’esperienza sportiva in un laboratorio sociale capace di incidere concretamente sull’occupazione e sull’inclusione. Una partita che, dal parquet, punta ad allargarsi all’intero sistema produttivo.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.