Prosegue la stagione di prosa dei Teatri di Sanseverino con uno degli appuntamenti più attesi del cartellone. Martedì 3 marzo, alle ore 20.45, il palcoscenico del Teatro Feronia ospiterà “Otello” di William Shakespeare, in una nuova rilettura firmata dalla scrittrice Dacia Maraini e diretta da Giorgio Pasotti.
Lo spettacolo rappresenta il sesto appuntamento in abbonamento della stagione teatrale e propone una versione intensa e contemporanea della celebre tragedia shakespeariana, con un cast di primo piano guidato da Giacomo Giorgio nel ruolo di Otello e dallo stesso Pasotti nei panni di Jago. Accanto a loro, Claudia Tosoni interpreta Desdemona, insieme a Gerardo Maffei, Diego Migeni, Salvatore Rancatore, Andrea Papale e Daria Aly.
Una rilettura contemporanea tra potere, gelosia e violenza
L’adattamento di Maraini propone una chiave di lettura attuale del capolavoro, spostando l’attenzione non solo sul dramma individuale, ma anche sulle dinamiche psicologiche e sociali che alimentano manipolazione, fragilità emotive e violenza.
Particolare centralità assume la figura di Desdemona, non più rappresentata esclusivamente come vittima, ma come simbolo di una soggettività soffocata dalla violenza e dalle logiche del possesso. Lo spettacolo affronta temi di grande attualità come il femminicidio, il potere distruttivo della menzogna e il peso dei pregiudizi, offrendo una riflessione sulle relazioni e sulle derive di un’idea distorta di amore.
Regia essenziale e forte impatto emotivo
La regia di Pasotti si distingue per un impianto scenico essenziale, in cui luci e corpi diventano strumenti centrali per costruire uno spazio emotivo e simbolico. Una scelta che punta a mettere in risalto la forza del testo e l’intensità delle interpretazioni.
Le musiche originali sono firmate da Patrizio Maria D’Artista, mentre i costumi sono stati realizzati da Sabrina Beretta, contribuendo a creare un’atmosfera che unisce classicità e contemporaneità.
Con questa nuova produzione, i Teatri di Sanseverino propongono uno spettacolo che, attraverso la potenza del teatro classico, invita il pubblico a riflettere su temi profondamente attuali, confermando il ruolo della stagione di prosa come spazio di confronto culturale e civile.



