L’ennesima tragedia sulle strade riaccende il dibattito sulla protezione di chi pedala. La Federazione Ciclistica Italiana (FCI), attraverso la sua Commissione sicurezza, ha rotto gli indugi presentando ai gruppi parlamentari un pacchetto di proposte che punta a rivoluzionare la convivenza tra auto e biciclette.
A guidare questa battaglia è l’avvocato Carlo Moriconi, presidente della Commissione ed ex ciclista dilettante, che definisce la situazione attuale “non più tollerabile”.
Oltre il dibattito sul casco: le vere cause degli incidenti
Secondo l’analisi condotta dalla FCI in un anno di lavoro, la riforma non può limitarsi a palliativi o a singole dotazioni individuali. I dati parlano chiaro: le radici del problema risiedono nella velocità, nella distrazione dei conducenti e in una carenza strutturale di presidi di sicurezza sui mezzi pesanti.
“Dobbiamo ridurre la mortalità, non vincere le cause,” spiega Moriconi. “L’obiettivo è evitare che gli incidenti accadano, non stabilire chi ha ragione dopo lo scontro.”
Le proposte chiave: sorpassi, tecnologia e infrastrutture
Le richieste della Federazione vanno ben oltre l’attuale disegno di legge in discussione, introducendo concetti innovativi per il contesto italiano:
- Limiti di velocità nel sorpasso: Introduzione di tetti massimi di velocità per i veicoli che superano un ciclista.
- Divieto di sorpasso “indiretto”: Proibire il sorpasso tra auto se sulla carreggiata opposta sono presenti ciclisti, per garantire lo spazio necessario alla percorrenza in coppia.
- Tecnologia salvavita: Obbligo di sistemi di rilevamento di ciclisti e pedoni con assistenza alla guida, con urgenza immediata per i mezzi pesanti (blind spot monitor).
- Infrastrutture “native”: Obbligo di prevedere spazi ciclabili delimitati in ogni strada di nuova costruzione o soggetta a rifacimento.
La gestione degli allenamenti
Un punto critico riguarda gli atleti. Spesso i professionisti si allenano in piccoli gruppi o singolarmente, situazioni in cui non è possibile usufruire delle scorte tecniche previste per le squadre più ampie. Per questo, la FCI spinge per una normativa che tuteli specificamente la percorrenza in coppia, rendendola sicura attraverso la segnaletica e la limitazione della velocità dei veicoli in transito.
Un confronto con l’Europa
La proposta di rendere obbligatoria la segnaletica specifica e le corsie ciclabili su ogni nuova strada è definita da Moriconi come una misura “elementare e semplice”.
| Misura Proposta | Impatto Stimato | Difficoltà Realizzativa |
| Cartellonistica specifica | Alto (Consapevolezza) | Bassa |
| Sistemi rilevamento Camion | Altissimo (Salvataggio vite) | Media (Tecnica) |
| Strisce ciclabili su nuove strade | Strutturale | Bassa (Pianificazione) |
La palla passa ora al Parlamento. La FCI si dice pronta a collaborare per un’integrazione graduale delle norme, ma preme per l’introduzione immediata di quelle a costo zero o a basso impatto burocratico. “Ogni perdita di vita umana,” conclude Moriconi, “è un danno non solo alle famiglie, ma alla sopravvivenza stessa del movimento ciclistico italiano.”



