Un incontro con esperti internazionali per fare luce sulla “malattia invisibile” e promuovere diagnosi tempestive e percorsi di cura dedicati
La fibromialgia finisce sotto i riflettori del Lions Club di Jesi, che ha scelto di dedicare alla patologia uno dei momenti di approfondimento dell’anno sociale 2025-2026, in linea con il tema di studio promosso dal Distretto Lions International 108A Italia. Una malattia tornata al centro del dibattito anche internazionale dopo la recente legge entrata in vigore in Brasile che la riconosce come disabilità.
L’incontro, dal titolo “Fibromialgia: la malattia invisibile”, è stato organizzato in forma di talk show e ha visto la partecipazione di esperti di livello internazionale: il professor Fausto Salaffi, responsabile del Centro Regionale di riferimento per la Fibromialgia e del Registro Nazionale, la dottoressa Sonia Farah, coordinatrice del Registro, e la professoressa Marina Carotti, associata di Radiodiagnostica all’Università Politecnica delle Marche. A moderare il confronto il dottor Marco Candela, socio Lions.
Tra le novità emerse, il riconoscimento della sindrome fibromialgica, nelle forme più severe, come malattia cronica e invalidante, inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza a seguito del decreto approvato dalla Conferenza Stato-Regioni a fine 2025. Un traguardo che conferma l’impegno portato avanti negli anni anche dalle associazioni dei pazienti.
Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’importanza di aumentare la sensibilità della comunità medica e dell’opinione pubblica, approfondendo cause, modalità di diagnosi e terapie, oltre alla necessità di strutturare percorsi assistenziali dedicati.
Il professor Salaffi, autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche sul tema, ha illustrato i criteri clinici di identificazione della patologia, i dati di prevalenza e i principali meccanismi patogenetici, sottolineando il valore di una diagnosi precoce. La professoressa Carotti ha invece evidenziato come tecniche radiologiche avanzate, tra cui risonanza magnetica e PET, possano documentare alterazioni cerebrali ormai considerate tipiche nei pazienti fibromialgici.
«Ampio spazio è stato dato alle strategie di coinvolgimento del paziente nel percorso di cura e alle terapie più indicate per il controllo del dolore cronico, della stanchezza e dei disturbi del sonno», spiega il direttivo del Lions Club di Jesi guidato dalla presidente Mara Martinovich. Accanto ai trattamenti farmacologici, sono state analizzate anche le terapie non farmacologiche, dall’esercizio fisico – anche in acqua – agli approcci psicologici e meditativi, fino a soluzioni come agopuntura, stimolazione vagale non invasiva e terapia iperbarica.
La complessità del quadro clinico rende indispensabile un approccio multidisciplinare coordinato da competenze reumatologiche. In questo contesto, la Regione Marche si distingue a livello nazionale grazie al lavoro della Clinica Reumatologica di Jesi, accreditata come Centro Regionale di riferimento e promotrice sia di un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale certificato sia del Registro nazionale e regionale dei pazienti.
Gli obiettivi e il funzionamento di queste strutture sono stati approfonditi dalla dottoressa Farah, che ha delineato il percorso a disposizione dei pazienti per una gestione personalizzata della malattia, indicando anche possibili ambiti di intervento per i service club, in collaborazione con le associazioni e con il supporto dell’intelligenza artificiale.
In chiusura, il professor Salaffi ha individuato nei progressi della ricerca fisiopatologica e della diagnostica strumentale le principali sfide per il futuro, confermando quanto la conoscenza della fibromialgia sia oggi un passaggio fondamentale per garantire cure sempre più efficaci e mirate.



