Wednesday 4 February, 2026
HomeAccadde oggiGiornata contro lo spreco alimentare, quanto cibo buttiamo via?

È la data che idealmente invita a riflettere su un paradosso difficile da digerire: mentre milioni di famiglie italiane affrontano scelte quotidiane tra qualità, prezzo e quantità, tonnellate di cibo commestibile finiscono ogni anno nella spazzatura. Nella Giornata Mondiale contro lo Spreco Alimentare che ricorre ogni 5 febbraio, il fenomeno assume una dimensione tangibile per l’economia domestica e per l’ambiente, ma soprattutto per le nostre abitudini di consumo.

Il cibo sprecato nella filiera italiana raggiunge cifre impressionanti: oltre 4,5 milioni di tonnellate di prodotti all’anno, per un valore complessivo di circa 14 miliardi di euro. La parte più rilevante di questa enorme quantità — più della metà — proviene dalle nostre case, a testimonianza di come il consumo domestico pesi maggiormente nel bilancio dello spreco nazionale.

I cibi che “spariscono” prima di essere gustati

Nel cuore di questo spreco ci sono gli alimenti che ci troviamo più spesso nel frigorifero o sul tavolo, ma che per diversi motivi non consumiamo mai:

  • Frutta fresca è in cima alla lista: spesso deperisce rapidamente o non viene consumata in tempo.
  • Pane, prodotto simbolo della nostra cucina, finisce troppo spesso tra i rifiuti.
  • Verdure e insalate, anch’esse altamente deperibili, rappresentano un’altra quota consistente dello spreco alimentare.
  • Cipolle, aglio e tuberi, spesso mal conservati, chiudono la top degli alimenti più scartati.

Questi alimenti condividono una caratteristica comune: la deperibilità. Prodotti freschi, senza conservanti o adeguati strumenti di conservazione, tendono a deteriorarsi in tempi brevi, aumentando la probabilità di finire nei rifiuti prima che vengano consumati.

Un fenomeno che pesa su tasche e ambiente

Lo spreco alimentare non è solo un problema etico: ha ricadute economiche tangibili nelle famiglie italiane e implicazioni ambientali significative. Buttare cibo significa “gettare via” non solo alimenti, ma anche risorse naturali impiegate per produrli: acqua, terra, energia e lavoro umano.

La spesa media pro capite legata allo spreco supera spesso diverse decine di euro all’anno, sommandosi a un costo complessivo che tocca miliardi di euro a livello nazionale. Ogni italiano getta quotidianamente decine di grammi di alimenti commestibili, con una significativa incidenza sul budget familiare.

Oggi, 5 febbraio, ricorre così l’occasione per guardare ad un fenomeno che riguarda ciascuno di noi: dalle scelte di spesa alla pianificazione dei pasti, dalla conservazione degli alimenti alla consapevolezza dei propri comportamenti quotidiani. Ridurre lo spreco può tradursi in risparmio economico, rispetto per il cibo e minor impatto sull’ambiente. In un Paese dove la qualità degli alimenti è parte integrante dell’identità culturale, imparare a non sprecare quanto si produce e si acquista potrebbe diventare, davvero, un valore condiviso.

Autore

Giorgia Clementi

Nata sotto il segno del leone, cresciuta nella capitale del Verdicchio. Dopo la maturità classica al Liceo Vittorio Emanuele II di Jesi scopro l'interesse per il mondo della comunicazione che scelgo di assecondare, dapprima con una triennale all'Università di Macerata, ed in seguito con una laurea magistrale in Giornalismo ed editoria all'Università di Parma. Spirito d'iniziativa, dinamismo, (e relativa modestia), i segni che mi contraddistinguono, insieme ad un amore unico per le bellezze del mio territorio. L'idea di fondare Capocronaca, insieme a Cristina, nasce all'inizio del 2023. Nelle sue fondamenta, la volontà di dare ai lettori una voce nuova da ascoltare e scoprire insieme a loro, cosa accade ogni giorno.